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Parafarmacia San Fedele, la titolare<br/>chiede udienza in Consiglio comunale

Parafarmacia San Fedele, la titolare<br/>chiede udienza in Consiglio comunale

Un Consiglio comunale aperto per poter illustrare la situazione che sta affrontando la Parafarmacia di San Fedele la cui chiusura è prevista per il 27 ottobre. A chiedere al presidente

Un Consiglio comunale aperto per poter illustrare la situazione che sta affrontando la Parafarmacia di San Fedele la cui chiusura è prevista per il 27 ottobre. A chiedere al presidente dell’assemblea, Maria Ferlisi, di poter essere ascoltata dai consiglieri è la titolare dell’attività, Francesca Genco: «Pur essendo ben conscia – scrive la titolare – di come la questione, e di conseguenza la relativa decisione, sia materia esclusiva del sindaco, ritengo fondante che i rappresentanti dei cittadini presenti in Consiglio conoscano i termini della questione.

L’affetto dimostrato da parte di tanti abitanti del Quartiere nel promuovere la petizione e il sostegno di tanti cittadini, anche di altri quartieri della città, che ha portato in soli sette giorni a 530 sottoscrizioni della petizione, oggi già salite a 542, (per non chiudere la parafarmacia ndr) mi ha convinto che questa battaglia debba essere portata avanti in ogni istanza e a qualunque costo». La titolare della parafarmacia di San Fedele, unico servizio pubblico all’interno del quartiere già penalizzato su altri fronti, a cominciare dal trasporto locale, ha chiesto al sindaco Brignolo di intervenire con un’ordinanza per scongiurare la chiusura e collaborare con la stessa per trasformare il negozio in una farmacia comunale in osservanza del piano di localizzazione delle nuove attività farmaceutiche sul territorio.

Un’ipotesi difficilmente percorribile secondo lo stesso Brignolo che, in una nota, precisa: «Emerge che la paventata chiusura della Parafarmacia non è riconducibile ad alcun provvedimento di qualsivoglia autorità amministrativa. Il rischio di chiusura è invece riconducibile ai rapporti privatistici tra proprietà dei muri, che pare chieda di rientrare in possesso dei locali, e affittuario. Nessun ente pubblico è in condizione di intervenire sui rapporti patrimoniali tra proprietario e conduttore. Si precisa inoltre che il Comune ha, ancora sotto l’amministrazione precedente, individuato San Fedele come localizzazione di nuova farmacia e, secondo le procedure di legge, la Regione Piemonte ha indetto un bando per l’assegnazione della sede. Da informazioni assunte - prosegue il sindaco - è presumibile che la graduatoria arrivi nel mese di novembre e che, nel giro di qualche mese, il quartiere avrà una nuova farmacia vera e propria.

Non è invece praticabile la strada, ipotizzata da taluno, che sia il Comune stesso ad aprire una “farmacia comunale” a San Fedele. La legge non prevede infatti la facoltà per il Comune di aprire farmacie a piacimento, ma solo la facoltà di esercitare la prelazione, per poter gestire per un certo periodo di tempo, una nuova farmacia. Tale facoltà era però esercitabile prima di mettere a bando la sede: tale termine è oggi ampiamente decorso, proprio perché il concorso regionale non solo è già iniziato, ma addirittura quasi finito». Ma la replica del sindaco non è condivisa dalla titolare dell’esercizio che, in una lettera inviata ai giornali, replica al primo cittadino.
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