Ai cittadini astigiani proprio non va giù. Più passano i giorni e più i tagli alla sanità proposti da Chiamparino e Saitta sembrano insostenibili. Qual è la ratio che sta sotto questa
Ai cittadini astigiani proprio non va giù. Più passano i giorni e più i tagli alla sanità proposti da Chiamparino e Saitta sembrano insostenibili. Qual è la ratio che sta sotto questa decisione? Dove si vuole arrivare? Bisogna tagliare la sanità perché così non si può andare avanti, dicono da Torino. Ma proprio ad Asti bisogna tagliarla? Rispondono in coro i sindaci del territorio astigiano. «Chiamparino, Saitta e Fassino, comincino a sanare i bilanci sanitari partendo da Torino e Provincia - hanno scritto in una nota stampa i lavoratori dellAsl di Asti - dallOftalmico (ospedale incongruente secondo i parametri Oms), allospedale di Lanzo, da quello di Avigliana e quelli di Giaveno e Venaria. Taglino i punti nascita fuori parametri del torinese, le emodicamiche inutili - continua la nota stampa - Dimostrino che dopo anni di sanità Torino-centrica, ora a tagliare si comincia proprio da lì».
Parole forti che non lasciano adito a dubbi sulla rabbia dei cittadini astigiani e dei lavoratori dellAsl. Poi il loro disappunto, il loro sfogo lo lanciano verso gli amministratori astigiani: «simndaci di cemntrodestra, centrosinistra, indipendenti etc... smettetela con i giochetti, le strumentalizzazioni, lo scaricabarile sulle responsabilità del passato - scrivono i dipendenti Asl nella nota stampa - Smettetela con le passerelle inutili, cominciate a difendere seriamente la nostra sanità». Poi si rivolgono direttamente ai politici astigiani eletti in Regione: «a questo punto lassessore regionale Ferrero, che ha votato in giunta la delibera, e il consigliere Angela Motta, entrambi facenti parte del Pd, dovrebbero dimettersi». Il contenuto della nota stampa è stato oggetto di volantinaggio lunedì pomeriggio di fronte ai locali dellAsl.
Intanto, sempre lunedì pomeriggio, i primi cittadini dellAsl astigiana si sono incontrati per affrontare la delicata questione. Nella piena consapevolezza che questa è una battaglia che si dovrà combattere a Torino e non ad Asti, i sindaci della nostra provincia chiedono ai vertici regionali «se Asti diventerà una succursale di Alessandria perdendo i primari degli undici reparti indicati nella delibera. E in questpo caso nomn ci saranno veri risparmi. Se, oltre ai primari, si perdono anche i reparti - hanno scritto nel volantino distribuito ieri di fronte allAsl - allora ad Asti si tagliano servizi fondamentali per la nostra popolazione». I porimi cittadini si sono detti pronti a discutere con i vertici regionali la problematica sanitaria, ma per fare delle controproposte adeguate vorrebbero conoscere le ragioni che stanno dietro questa scelta. Se sobno solo tagli numerici e basta, o se cè un preciso disegno una volontà. «Capito questo - ha detto Marco Gabusi, vice presidente della provincia di Asti - potremo mettere a poubnto controproposte da presentare in Regione. Non siamo i soli a lamentarci. Anche a Tortona, a vercelli e in altre cittadine del Piemonte ci sono parecchie agitazioni per i tagli regionali».
Con il volantinaggio i dipendenti Asl si chiedono e chiedono a palazzo Lascaris: «Asti può perdere altri posti letto quando il Cardinal Massaia presenta un rapporto posti letto/popolazione che è il più basso del Piemonte? Possiamo perdere la redioterapia? 700 pazienti allanno per lo più anziani, ricevono cure deccellenza in tempi di attesa molto inferiori ad Alessandria. Dove è il risparmio?» Ma le problematiche si presentano analoghe anche negli altri settori ospedalieri. Per citarne alcuni Diabetologia, che segue quotidianamente centinaia di pazienti. La Pneumologia, la Dietologia, la Dermatologia, il servizio di Gastroenterologia. Insomma questa riforma proprio non va giù e tutti sono pronti ad una grande battaglia per far sì che dalla teoria non si passi alla pratica. Intanto Angela Motta ha i ncontrato i primari interessati direttamente dalla riforma e nei prossimi giorni incontrerà anche tutti gli altri primari del Massaia.
Flavio Duretto
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