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Università delle Tre Età

Asti, tre corsi Utea per riscoprire il territorio e le radici piemontesi

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Sono tre i corsi Utea (Università delle Tre Età di Asti) che parlano in modo approfondito del nostro territorio, della cultura locale e delle tradizioni: «Asti, la città e il suo territorio», «Castelli Aperti» A e B e «Cultura Piemontese». Il primo corso, coordinato dall’Ordine degli Architetti di Asti e nello specifico da Simona Straforini, è composto da undici lezioni; «un’iniziativa nata tre anni fa con la finalità – sottolinea l’architetto Straforini – di far conoscere agli astigiani, sia dal punto di vista storico che architettonico, edifici o situazioni della città, quest’anno, ad esempio, - continua Simona Straforini – ci soffermeremo, tra l’altro, sul ghetto degli ebrei». Numerosi e molto attenti gli iscritti che, di anno in anno, continuano ad aumentare dimostrando interesse verso questa materia che include lezioni in aula e «passeggiate urbane»; «tantissimi gli argomenti da trattare – afferma l’architetto - alcuni molto interessanti come quello del “trincotto”, in corso Alfieri, teatro che non esiste più e che era gestito dagli ebrei». Un corso, dunque, che dà opportunità di capire e scoprire la propria città: «quest’anno ci focalizzeremo anche sulle piazze astigiane – aggiunge Simona Straforini – e un po' più sull’urbanistica». Il corso «Castelli Aperti», nato nel 2017/2018, poi interrotto nel periodo del covid e ripreso nel 2022/2023, è altrettanto seguito e propone visite di mezza giornata o di un giorno intero. «Un corso che da subito ha attirato molte persone – dice la referente, Elisa Bogliotti – perché, ad un costo esiguo, i partecipanti possono visitare bellissimi castelli, passare ore in serena compagnia e unire la socializzazione alla cultura». Nel calendario di questo anno accademico sono previste visite guidate ai castelli della Val d’Aosta, già fatte nei giorni scorsi, a quelli di montagna in Val Casotto (Cuneo), alle antiche cantine del Castello di Tagliolo (Alessandria) o alle nobili residenze di provincia. Infine, «Cultura Piemontese», iniziato negli ’80, attualmente coordinato da Giuseppe Barla e corso indispensabile per approfondire argomenti e tematiche che mantengono vivo un patrimonio locale rappresentante l’identità del Piemonte. «Nella prima lezione dello scorso 20 ottobre – dice Paolo Tibaldi, docente, attore, ideatore del format “Abitare il piemontese” e, soprattutto, grande conoscitore e appassionato di questa cultura – ho parlato di cibo, ma del cibo della tradizione, quella vera poi, man mano, deciderò gli argomenti da trattare nei prossimi incontri, uno probabile – aggiunge Tibaldi – sarà sulle trasformazioni sociali della civiltà contadina». Numerosi i docenti che si alterneranno nel corso delle 15 lezioni, tra questi Oscar Barile, durante le quali si affronteranno ambiti diversi, da quello storico a quello gastronomico, artigianale o musicale. Un’opportunità per conoscere meglio le proprie radici, il proprio territorio e mantenerlo vivo.
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