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Gli ambulanti di piazza Alfieri: «Non permetteremo alle casette di Natale di prenderci il posto»

ambulanti incontro
Sempre più preoccupati e arrabbiati, gli ambulanti di piazza Alfieri e piazza Libertà, nell’assemblea ospitata al CDC di via del Bosco, martedì hanno ribadito di non volersi spostare in piazza del Palio preannunciando anzi scioperi e nuove proteste. L’ennesima goccia è arrivata con l’annuncio che il Magico Paese di Natale si svolgerà proprio in piazza Alfieri. «Intanto non c’è nessuna delibera – sottolinea Giancarlo Nardozzi, presidente del G.O.I.A. – e se ci fosse stata l’avremmo già impugnata, inoltre il regolamento regionale dice che non si può spostare un mercato per metterne un altro. È vergognoso – continua – che le casette occupino posti di lavoratori, per questo dico che è arrivato il momento di prendere provvedimenti». Un mercato natalizio quindi, secondo Nardozzi, che toglierà posti di lavoro. «Una vicenda scabrosa – aggiunge – perché, nonostante le manifestazioni pacifiche, non c’è stata alcuna intenzione di ascoltare il comparto; per questo alzeremo il livello di protesta e la Regione dovrà rispondere di questo affronto». Presenti alla riunione un centinaio di ambulanti e la nuova commissione mercatale quasi al completo. «Non c’è però ancora nessuna delibera – commenta Nardozzi – o atto comunale che ufficializzi lo spostamento, nel caso lo impugneremmo subito». Il presidente del G.O.I.A rimarca inoltre che non si intendono dare motivazioni di questa resistenza: «Quello che vogliamo è rimanere nelle piazze sopra, punto, anche a costo di sacrifici – asserisce - e non permetteremo alle casette di prenderci il posto perché così si creerebbe un precedente. Andremo presto davanti alla Regione (presumibilmente entro giugno ndr) perché questo è un abuso che le regole regionali non permettono. Vogliamo le spiegazioni che non ci hanno ancora dato». «La nostra posizione non cambia e questa piantina – aggiunge Andrea Percia, parlando della nuova planimetria del mercato di piazza del Palio - non incentiva il nostro lavoro, ma lo ammazza. Abbiamo cercato di spiegarlo all’assessore al Commercio Bovino, ma lui vuole suggerimenti solo sulla nuova disposizione, quindi andremo avanti con la nostra posizione di rifiuto». «Abbiamo comunque fatto dei piccoli passi avanti – fa notare Nardozzi – perché se l’amministrazione ci mette tanto a eseguire lo spostamento è perché si trova in difficoltà». Azioni mediatiche e di opposizione dunque, di cui il prossimo passo sarà una protesta davanti alla Regione, ma anche boicottaggio di ogni manifestazione organizzata dal Comune. «Capiti essa di lunedì, martedì o giovedì, - informa Romano Rago – per gridare che fanno lavorare gli altri e noi ci distruggono». «L’unica ricaduta economica del mercatino di Natale – è stato ancora sottolineato – è andata a beneficio di qualche ristorante e qualche albergo, per il resto era presente gente che ha preso i soldi e li ha portati in città, regioni o province diverse». Infine, altra nota dolente di cui si è parlato è stato l’aumento delle spese del suolo pubblico passate «da 1.800 euro a 2.450». La risposta degli ambulanti rimane quindi, a qualsiasi costo, un no secco e inderogabile allo spostamento.
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