Nessuna riduzione di orario né di personale, ma “solo” un temporaneo trasloco in altra sede per consentire lo svolgimento dei lavori di ristrutturazione dell’asilo. A settembre il nido comunale “Lo Scoiattolo” di via Salvo d’Acquisto, ad Asti, non riaprirà i battenti, ma sarà già interessato dal cantiere, finanziato con il soldi del Pnrr, che lo rivoluzionerà sia per quanto riguarda la sicurezza stessa dell’edificio, sia sul fronte dell’efficientamento energetico. Nel giro di un anno il nido sarà totalmente rinnovato, più accogliente e meno impattante sui conti del Comune.
Per consentire i lavori, l’amministrazione Rasero ha aperto un bando in cerca di manifestazioni d’interesse da parte di soggetti che possano offrire spazi adeguati per ospitare una cinquantina di bimbi, tutti da 3 mesi a 3 anni. I più piccoli della “sezione primavera”, pochi allo stato attuale, avranno garantito un posto in un altro nido. Con ogni probabilità le attività dello Scoiattolo saranno trasferite nei locali del piano terra dell’ex scuola Regina Margherita le cui attività si sono interrotte lo scorso anno causando la chiusura dell’immobile. Il cantiere al nido dovrebbe durare circa un anno, quindi l’amministrazione prevede di riportare i piccoli in via Salvo d’Acquisto già per settembre 2024.
Nel frattempo la soluzione prospettata prevede che l’Ipab del Regina Margherita (ente privato gestito da un Cda cui fanno parte consiglieri nominati dallo stesso Comune, ma anche dalla Fondazione CrAsti, oltre ad altri) chieda un contributo alla Fondazione CrAsti per pagare i lavori di adeguamento dei locali, a cominciare dai bagni, affinché il Regina Margherita possa essere affittato sia al Comune sia a un privato. In questo caso si parla del secondo piano dove andrebbero dei servizi già offerti da un’attività privata, come può essere un babyparking o un doposcuola.
«Ma non è vero, come quanto ipotizzato da qualcuno - precisa l’assessore all’Istruzione Loretta Bologna - che il Comune pagherà la ristrutturazione dei locali del Regina Margherita per poi “lasciarli” in mano a un privato. Sarebbe follia pensarlo. Le due attività saranno indipendenti e il Comune sosterrà le spese delle utenze, che verranno calcolate in maniera puntuale, esattamente come le avrebbe pagate se il nido fosse rimasto aperto. Il Regina Margherita è una soluzione perfetta per via degli spazi e della posizione. Abbiamo già mostrato i locali alle famiglie interessate e non ci saranno riduzione di orari perché il nido sarà aperto dalle 7.30 alle 17,30».
A sollevare qualche perplessità sulla comunicazione del trasloco e sui costi a carico del Comune è stato, per primo, il consigliere comunale del Pd Michele Miravalle su segnalazione di alcuni genitori che hanno saputo, solo all’ultimo, che il nido si sposterà per almeno un anno. «Per la comunicazione tardiva i genitori si sono molto arrabbiati, ma quando si migliorano le scuole e si parla di sicurezza di edifici scolastici è un bene che si facciano i lavori - commenta Miravalle - La soluzione del Regina Margherita è una buona soluzione, ma il Comune non faccia regali ai privati soprattutto se dall’anno dopo, come sembra, tutto l’edificio sarà gestito da loro. Peccato, però, che questi lavori necessari non riusciamo a farli su tutte le scuole, come nel caso della materna Santa Caterina o della Martiri e questo a causa di una cattiva gestione del Pnrr».
[foto Ago]
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