Durante la Commissione Congiunta di martedì non è emerso nulla di nuovo rispetto alla presentazione del 24 aprile relativamente al progetto per la costruzione del Caso, ex Tso; il tecnico ha nuovamente descritto le slide, molte delle domande sono rimaste senza risposta, e le 130 pagine di progetto mancanti non sono ancora state condivise. Le “novità” di cui i presenti sono stati edotti sono essenzialmente tre: l’ammissione da parte del tecnico Anas che il nuovo tracciato non risolverebbe il traffico cittadino; il fatto che Rasero abbia dichiarato di non aver dato nessun input; l’impossibilità, secondo Rasero, di realizzare il collegamento leggero lungo il Borbore a seguito di parere negativo.
Partendo dal fatto che il primo punto sarebbe sufficiente a dissuadere qualsiasi amministrazione preparata dall’intraprendere un progetto di spesa di centinaia di milioni a fronte di una dichiarata non risoluzione del problema, è forse il caso di fare chiarezza relativamente a cosa è successo e cosa sta succedendo, per salvare i cittadini dall’essere sempre succubi di una perenna campagna elettorale dove vince chi la spara più grossa.
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali il 14/10/2011, a seguito di una riunione tenutasi il 29/09/2011 presso la Commissione Tecnica di Valutazione VIA-VAS, ha formalmente dato parere sfavorevole al progetto di Tso, in quanto “non mitigabile l’impatto sui vari aspetti della componente paesaggistica”. Sempre lo stesso Ministero ha quindi proposto “un’alternativa progettuale all’interno del contesto urbano mediante adeguamento della strada lungo Borbore, ristrutturazione di corso Savona e raddoppio del ponte esistente” (Delibera della Giunta Regionale 24 settembre 2012, n. 13-4592.).
Analizzando solo gli atti ufficiali si arriva al verbale di riunione del 22/01/2014 con oggetto il collegamento autostradale Asti-Cuneo- lotto 2.1 b (Rocca Schiavino – Asti) e lotto 2.1dir (Rocca Schiavino – Asti Ovest), con il fine di dar seguito alle richieste della Regione Piemonte del marzo e dicembre 2012 che “sollecitavano il proponente a presentare un progetto di fattibilità che tenesse conto delle richieste MIBAC (VD SOPRA) di spostare il tracciato lungo il Borbore, nonostante difficoltà di tipo tecnico che sembravano presenti”. Nella medesima riunione il Comune, presente, avanzava l’ipotesi di un ammodernamento dell’attuale sede stradale, che non avrebbe comportato “interruzioni al traffico”. (ex trasformazione autostrada).
La burocrazia, si sa, non ha tempi brevi, sia per ragioni tecniche che strutturali, e quindi occorrerà aspettare sino al 22 novembre 2015 per ricevere la richiesta ufficiale da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quale incarica Autostrada Asti-Cuneo Spa (all’epoca partecipata da Anas) di “predisporre le due soluzioni di fattibilità concordate (VD SOPRA) che prevedono il collegamento viario sud ovest della città di Asti lungo il Borbore e l'ammodernamento dell’attuale tangenziale”.
Poi più nulla. Il progetto sul Borbore, però, non è mai stato fatto, non esiste e, quindi, non può aver ricevuto nessun presunto “parere negativo” citato da Rasero un paio di giorni fa (forse si confondeva con la Tso sostenuta da lui stesso durante varie campagne elettorali o col vecchio progetto del 2003, ma sarebbe quasi fantascienza).
Prendendo atto quindi di un mandato da parte del Ministero dei Trasporti per la risoluzione del traffico cittadino con un collegamento leggero nei pressi di strada lungo Borbore ovvero area di pericolosità scarsa (L-RARA tempo di ritorno 500 anni), vediamo come siamo arrivati all’attuale Caso ovvero da dove, quell’input che Rasero sostiene di non aver dato, arriva.
Il 18/05/2022 attraverso la Convenzione tra Regione Piemonte, Provincia di Asti, Comune di Asti (ecco l’input) e Anas Spa convengono di comune accordo per la progettualità tecnica, non di una alternativa di risoluzione al traffico o del collegamento richiesto dal Ministero nel 2015, ma dell’intervento “Tangenziale Sud Ovest di Asti".
All’articolo 3 della medesima Convenzione il Comune, e nello specifico la Giunta Rasero senza coinvolgimento del Consiglio Comunale, si impegna a collaborare le parti per le attività connesse alla predisposizione del Progetto, a promuovere la condivisione dell’intervento sul territorio e a svolgere le attività di propria competenza relative agli espropri.
Quindi non solo Rasero ha dato l’input, non solo non ha dato proseguo al mandato del Ministero dei Trasporti per l’alleggerimento del traffico cittadino, ma si è impegnato attraverso una convenzione alla costruzione di una tangenziale che, di fatto, riguarda chi, da Asti, non transita. E, ironia della sorte, dei progetti presentati il 24 marzo 2023 su invito del sindaco, il più quotato pare essere quello della linea gialla, il quale attraversa, sempre secondo parere tecnico, punti con pericolosità alluvione media M-poco frequente (tempo di ritorno 100/200 anni) ed elevata H-frequente (tempo di ritorno 20/50 anni), ovvero ben più a rischio rispetto il collegamento Lungo Borbore.
In questa perenne campagna elettorale sulla pelle dei cittadini, sia quelli che si illudono in una miglioria della viabilità, sia i poveri destinatari di eventuali espropri o abitanti di zone che inevitabilmente saranno deturpate, aleggia una domanda: ma i soldi?
E qui si aprirebbe un altro capitolo, quello per cui, mentre per il progetto iniziale i soldi c’erano in quanto provenienti dagli utili dei pedaggi, per l’attuale Tso o Caso, essendo stata ricontrattata la Convenzione e l’opera tolta dagli obblighi del concessionario, i soldi sono un miraggio elettorale, gli unici sono i 40 milioni regionali a cui ne mancano circa 60 milioni.
In sintesi non solo si sono fatti dei passi indietro sul piano di preservare il territorio, non solo non si sta avanzando un vero piano di riduzione del traffico, ma si è convenuto per procedere a un progetto per cui mancano milioni già solo per il primo lotto, e si sperperano i fondi Pnrr.
Vittoria Briccarello e Mauro BosiaGruppo Consigliare Uniti Si Può
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