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Cisterna d'Asti: più attenzione agli alberi per trovare tartufi

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Il Monferrato è terra di tartufi, ma il problema è che la produzione sembra ridursi sempre più, per ragioni diverse, che vanno dalla scarsa cura dei boschi al cambiamento climatico che ha prodotto eccessive siccità, dall’abbattimento degli alberi tartufigeni alla mancanza di adeguate messa a dimora di piante micorizzate. Dei problemi legati al tartufo si è parlato in un convegno svoltosi nel salone del castello di Cisterna, cui hanno preso parte qualificati esponenti del mondo legato al “diamante grigio”. Al termine di un breve indirizzo di saluto ai convenuti rivolto dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Mario Sacco, e dal sindaco di Cisterna, Renzo Peletto, la parola è passata ad Igor Boni che ha ricordato come «in passato l’ambiente agricolo e boschivo fosse più favorevole al tartufo, mentre oggi l’abbandono del territorio, la mancata pulizia dei boschi, l’eccesso di sostanza organica, il taglio delle piante sono causa del calo di produzione». Il professor Marco De Vecchi è intervenuto sul valore del paesaggio agrario storico tradizionale, mentre Piero Botto, (presidente dell’A.T.A.M.), si è augurato che una maggiore umidità possa favorire la produzione di novembre. A nome dell’associazione “Terre di tartufi”, Lucrezia Povero ha ricordato che «l’associazione si propone di conservare e migliorare i boschi, promuovendo la creazione di nuove tartufaie, che si aggiungano alle tre che già sono state create (due a Cisterna ed una a San Martino Alfieri)». Il direttore del GAL, Silvio Carlevaro, si è detto molto soddisfatto di vedere lavorare ad un progetto comune di sviluppo tanti Comuni del territorio, mentre Fabio Carosso, vice presidente della regione Piemonte, ha annunciato che «la Regione ha stanziato un milione di euro per la messa a dimora di nuove piante tartufigene: il territorio astigiano può dare ottima produzione di tartufo, eccezionale biglietto da visita in tutto il mondo, ma bisogna fare in modo che possa essere disponibile nelle quantità richieste».
Nella foto: il tavolo delle autorità presenti e dei relatori.
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