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Asti, l'opposizione in Consiglio va all'attacco: «Rasero ha creato la Bi-Giunta»

consiglio comunale teatro Alfieri
Cinque consiglieri comunali delegati? No, quattro con delega e uno “soltanto” incaricato, ma abbastanza comunque da creare un caso politico. Il Consiglio comunale ospitato martedì al Teatro Alfieri è stato animato da una prima presa di posizione della minoranza contro la scelta del sindaco Rasero di nominare alcuni consiglieri “speciali”, fuori dalla giunta, con deleghe importanti. Tra loro Renato Berzano e Marco Galvagno, il primo consigliere delegato al Bilancio e alle Partecipate (una novità nella storia amministrativa del Comune), il secondo incaricato alla Rappresentanza e Partecipazione agli organismi associativi sovra comunali. Gli altri tre consiglieri delegati sono Denis Ghiglione, Piero Ferrero e Walter Rizzo. «Un tentativo di accontentare tutti, - si legge nell’interpellanza depositata dai consiglieri di minoranza Malandrone, Bosia, Briccarello e Cerruti - aggirando il limite del numero massimo di assessori, preservare gli equilibri fra chi si è speso per il sindaco e, perché no, provare a dare un'immagine diversa rispetto al “Rasero solo al comando”». Iniziativa che l’opposizione contesta richiamando le norme che regolano gli organi comunali. I consiglieri portano come prova d’accusa l’articolo 9 del Regolamento degli Organi Collegiali e delle Commissioni consiliari che recita: “Il sindaco può delegare a singoli consiglieri comunali specifiche attribuzioni a tempo determinato che attengano a programmi prefissati e definiti nell'ambito di materie omogenee. L’esercizio della funzione di consigliere delegato non può essere svolto contestualmente da un numero di consiglieri superiore a quattro”. In sintesi l’opposizione accusa Rasero di aver delegato cinque consiglieri anziché quattro e, nel caso di Berzano, di aver affidato una delega, Bilancio e Partecipate, non annoverabile «come materia omogenea in quanto spazia su temi molto diversi». «Infine, - continuano - non sussiste la prospettiva del tempo determinato, ma per come sono declinate hanno un'impronta indeterminata e priva di linee guida da seguire. Si veda per esempio Bilancio, Partecipate, Sport e Politiche Giovanili (anche in questi ultimi due casi oggetto di deleghe ndr)». L’opposizione chiede se sarà comunque il sindaco a istruire le proposte di delibera, rimanendo titolare delle stesse deleghe, e solleva un ulteriore dubbio: «Il rischio è che alcuni consiglieri possano scavalcare la giunta, creando così una commistione di ruoli soprattutto sulle deleghe pesanti. Prendiamo il bilancio: un consigliere delegato, non membro della giunta, prima deciderà il budget per gli assessori, poi voterà il bilancio del quale è titolare».

Il caso di Marco Galvagno

Il caso di Galvagno, non delegato, ma incaricato, viene analizzato nella seconda parte dell’interpellanza. «Rasero si avvale per Marco Galvagno dell’articolo 7 comma 5 che recita: “I consiglieri comunali, individuati con disposizione del sindaco, possono svolgere attività di studio, proposta e verifica relativamente a specifici progetti di interesse del Comune, anche avvalendosi delle strutture comunali competenti. Gli viene dato un incarico (disposizione del sindaco n. 24) per studio, ricerca e progetto, il Comune quindi si avvarrà di un “Ricercatore, Ambasciatore, Studioso”. Un mezzo borderline - continuano dall’opposizione - per dare cinque deleghe; il nostro “Consigliere degli Esteri” sarà un novello studioso che gira l’Italia, la Provincia, si relaziona, solo con un incarico legato a un progetto. Quale sia il progetto non è dato sapere. Il gioco è fatto, 14 “assessori” con il metodo 9 + 4 + 1. Un modo fantasioso per bypassare il limite di assessorati. Modulo che farebbe impallidire la fantasia del mitico allenatore Oronzo Canà. Rasero non gioca la partita con la squadra da 9 ma da 14, sfruttando un nuovo modulo la BI-Giunta». Da qui l’interpellanza depositata che contiene una lunga serie di domande circa l’interpretazione data al Regolamento, sui ruoli dei consiglieri, la richiesta di chiarire in che cosa consista il compito affidato a Galvagno, ma anche la richiesta di dettagli tecnici su come si potranno interfacciare i cinque delegati, con i rispettivi compiti, quando saranno chiamati in causa tramite interpellanza e interrogazioni nelle materie di loro competenza.

La replica: «Se avessi potuto ne avrei nominati altri 24»

«Un sindaco, più 9, più 4, più 1: peccato che non possa farne altri 24 perché l’avrei fatto. Per me la squadra più è ampia e più mi consente di sfruttare al massimo delle competenze». Questa la secca replica del sindaco Maurizio Rasero alle contestazioni della minoranza, poi confluite in una lunga interpellanza sul numero eccessivo di consiglieri delegati e sulle competenze attribuite ad alcuni di loro. «Non ha senso immaginare che Renato Berzano, assessore al Bilancio e alle Partecipate per cinque anni, che fa quello di mestiere, non possa ancora dare alla sua città una mano nelle cose che sa fare, - continua Rasero - Ben venga se posso fare sì che questa collaborazione ci sia tenuto conto che, essendo solo consigliere delegato, lo fa senza essere retribuito. Lui come le altre quattro persone». Per quanto riguarda la delega di Galvagno, nell’atto di nomina dell’11 luglio (disposizione 24), Rasero scrive che si tratta di un consigliere comunale incaricato fino al 31 luglio 2023 e che lo stesso potrà “avvalersi delle strutture comunali competenti operando d’intesa con gli assessori competenti e con il sottoscritto e riferendo sugli esiti delle attività svolte”. Al di là dell’atto di nomina, il sindaco ha comunque replicato al consigliere Malandrone, che ha spiegato l’interpellanza, di aver agito dopo essersi consultato con gli uffici. [foto Billi]
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