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Federico Cirone: «Asti deve proseguire nel suo percorso di città accogliente, pulita, sicura, economicamente attrattiva»

Federico Cirone
Federico Cirone è un libero professionista di 39 anni. Si avvicina alla politica nel 2006. Fonda “Cantiere per Asti” che si evolve in “Comitato Cirone” «dove ci sono persone con le quali ci confrontiamo su idee e progetti». Nel 2017 si candida in Consiglio comunale nel partito Fratelli d’Italia: è il secondo eletto. Oggi è presidente della commissione Agricoltura, Ambiente ed Affari Legali. Partiamo proprio da agricoltura e ambiente, argomenti oggi al centro dell’attenzione. «Il nostro programma riconduce tutto a un progetto per la città a 360 gradi - racconta - L’agricoltura deve essere capace di attrarre i giovani guardando alle nuove tecnologie, valorizzando il territorio, ampliando le denominazioni non solo ai vini e le produzioni in chiave turistica». Basilare è rendere accogliente la città. «Sappiamo tutti che dovremo ampliare la Ztl: meno auto, più servizi green e trasporto pubblico. Puntando sulla bretella sud/ovest, opportunità per rivedere il piano-mobilità cittadino. Ma ciò deve legarsi a una rivalutazione di queste aree: dobbiamo offrire agli astigiani, a chi viene ad Asti e a coloro che ancora non la conoscono, una città accogliente, curata, pulita, attrattiva già a partire dagli ingressi - spiega - La suggestione del centro storico deve essere una delle basi sulle quali ripartire. In tal modo ne beneficerà anche il commercio». Due anni di pandemia hanno picchiato duro. «Le attività commerciali hanno sofferto più di tutti - è il suo pensiero - Dobbiamo offrire loro la possibilità di rialzarsi attraverso piani di snellimento della burocrazia: Asti deve offrire a chi vuol investire in attività imprenditoriali opportunità che altri non hanno. Una delle proposte che facciamo è il recupero di immobili privati attraverso agevolazioni che favoriscano gli insediamenti produttivi. Con un occhio, ovviamente, al “commercio di prossimità” da sostenere in quanto è il cuore della storia cittadina». Progetto che va di pari passo alla sicurezza. «Avevamo proposto l’iniziativa “1000 occhi sulla città”, ripresa dalla giunta comunale. Pensiamo che la cooperazione con enti, come Prefettura e privati possa portare a buoni risultati. Legato, come dicevo prima, a una città ordinata, pulita, vivibile e a misura d’uomo in un post-pandemia che inviti astigiani e turisti a riappropriarsi dei propri luoghi. Anche questo è un modo per combattere la microcriminalità». Il domani. «Il Covid ha bloccato una buona parte dei nostri progetti. Il domani è riproporre quel che non si è potuto fare aggiornato in un mondo cambiato profondamente. Come lo sport: sostenerlo, ma anche come funzione sociale, educativa, di valori partendo dalle scuole. Penso ad una città accogliente anche per i disabili senza barriere architettoniche. E, poi, riportare la città ad essere un motore di eventi a valenza nazionale».
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