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Oggi come ieri l'Ucraina è terra di colonizzatori, parola di avvocato

avvocato pierpaolo berardi
Una tesi così puntuale e originale nella sua trattazione che meritava di diventare un libro. Senza immaginare che gli argomenti scelti dal laureando un anno fa avrebbero trovato una impensabile attualità oggi, con la guerra in Ucraina. L’autore è l’avvocato astigiano Pierpaolo Berardi che, dopo la laurea in Giurisprudenza e quella in Lettere, ha dato forma accademica anche alla sua passione per la Storia. Oggi esce in libreria “Operazione Barbarossa – Una tattica bellica di natura coloniale in Europa”, Edizioni Sanpino. Un libro che può contare su una autorevolissima prefazione: quella del giornalista astigiano Domenico Quirico, per anni inviato di guerra de La Stampa, ora in pensione. Berardi affronta con meticolosa analisi le cause dell’ascesa e della presa di potere di Hitler e i fatti che portarono alla seconda guerra mondiale nello scacchiere europeo. In particolare l’Operazione Barbarossa che rappresentò la scelta espansionistica ad est da parte del leader del partito nazionalsocialista tedesco. Il ragionamento sul quale si sviluppa l’intero libro è l’originalità del fenomeno nazista che consiste, come scrive l’autore «nell’aver realizzato nell’est europeo una modalità di guerra fino ad allora sconosciuta nel vecchio continente e cioè una guerra di tipo coloniale». Un est europeo che Hitler nel Mein Kampf individuava come «spazio vitale da sfruttare con modalità coloniali con la necessaria eliminazione delle orde giudaico-bolsceviche. Goering aveva dato ordini di affamare, per iniziare, l’Ucraina che con Stalin aveva già patito milioni di morti». Una chiave di lettura la offre Quirico nella sua prefazione: «E’ opportuna, e terribile, coincidenza che questo libro di Pierpaolo Berardi sia pubblicato mentre negli stessi luoghi che così attentamente descrive come scenario di un’altra guerra, il secondo conflitto mondiale, si svolgano le stesse orribili scene: l’Ucraina con le città smontate metodicamente, pezzo a pezzo, da missili e cannoni, i morti estratti penosamente dalle macerie o raccolti nelle strade come oggetti rotti, le immagini in cui si umiliano o torturano i prigionieri, i fuggiaschi a milioni, con gli averi ma anche le speranze perdute, i sogni, le possibilità la condizione umana sono raccolte ormai in una valigia, in uno zainetto». Il 22 giugno 1941 le truppe tedesche invasero l’Unione sovietica di cui fino ad un minuto prima erano state alleate. Il signore della guerra tedesco la immaginava come una guerra lampo. «E’ singolare l’assonanza con quanto è accaduto in Ucraina nel marzo di quest’anno quando ad attaccare sono stati i panzer dell’autocrazia putiniana. I dittatori – prosegue Quirico - sono sempre convinti che le guerre, le loro, dureranno pochissimo, che il nemico non potrà che arrendersi alla furia meccanica della nibelungica blitzkrierg. Illusioni». Il libro è stato dedicato da Berardi a due amici che non hanno avuto la possibilità di vederlo pubblicato: Mauro Aschiero e Gianfranco Burdino. Loro sono scomparsi, ma in “Operazione Barbarossa” vi è il frutto del confronto intellettuale che l’autore ha sempre condiviso con loro.

Chi è l'autore

Tre lauree (Giurisprudenza, Lettere e Scienze Storiche e Documentarie) presso l’Università di Torino, una vita da avvocato e una sconfinata passione per la storia. Pierpaolo Berardi ha cominciato nel 2008 a pubblicare libri: “Tra Scienza e Società” contiene il suo capito sul processo penale come funzione politica. Nel 2012 pubblica il capitolo “L’affiliazione dei magistrati ordinari alla loggia massonica Propaganda 2” nel volume di Scienze medico-legali Sociali e Forensi sempre di Cosimo Lorè mentre nel 2017 ha pubblicato “Tipologie di linguaggio politico nel ‘900”. Ha tenuto conferenze e riunioni di studio su vari argomenti, in particolare sul rapimento e uccisione di Aldo Moro, e sui movimenti terroristici di destra e di sinistra nell’Italia degli Anni ’70. Ha anche insegnato diritto penale presso la Scuola Allievi di Polizia di Alessandria.
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