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Nuova sede in arrivo

Temporaneo trasferimento: il Coccovillage a palazzo Gromo

Coccovillage
Nato nel 2017, il Coccovillage, centro di apprendimento e ricerca che si occupa di studiare l’efficienza dei trattamenti per l’autismo, ha recentemente trasferito l’attività nello storico palazzo Gromo, in attesa che venga realizzata una sede propria in un fabbricato in fase di costruzione in via Giustinito. Diventato in pochi anni un’eccellenza del territorio, da gennaio il centro è stato trasformato in fondazione.
Promotrice e direttrice educativa del Coccovillage, afferente alla rete di centri dell’associazione Errepiù, è la dottoressa Cristina Ferro, pedagogista e analista del comportamento. Oggi si occupa di una trentina di bambini e ragazzi affetti da autismo e disturbi del comportamento, fornendo interventi educativi volti alla promozione di autonomie di vita e supporto scolastico specialistico per alunni con bisogni educativi speciali. «L’aumento dell’incidenza di questa diagnosi, sottolinea la dottoressa Ferro ? in tutto il mondo, Italia compresa, è stato interpretato come effetto della maggiore attenzione al fenomeno e del miglioramento nella capacità di diagnosticare precocemente la sindrome. Ma questo può spiegare soltanto una parte dell’aumento, mentre per sempre più diagnosticati si susseguono teorie su cause genetiche e ambientali, legate all’inquinamento. Negli Stati Uniti, nell’ultimo biennio, i dati delle ricerche evidenziano un bambino con autismo su 44. I numeri sono spaventosi e lasciano intravedere un futuro in cui gli investimenti su questi cittadini diventeranno obbligatori per rispettare il diritto alla salute di ognuno». Mentre la ricerca sulle cause della sindrome non ha ancora portato alla luce forme di prevenzione e cura, i trattamenti educativi intensivi precoci sono invece sempre più affidabili per offrire a questi bambini un futuro il più possibile autonomo e produttivo. «Divulghiamo i nostri risultati, spiega la dottoressa Fabiola Casarini, presidente di Errepiù e direttrice scientifica del Coccovillage, solo da un anno, poiché nell’ambito della ricerca applicata è corretto fare affermazioni dopo almeno dieci anni di risultati stabili. Per chi non ha avuto la fortuna di nascere nell’ultimo decennio, quando anche in Italia erano già disponibili i trattamenti comportamentali intensivi precoci, c’è comunque un’ottima possibilità di conquistare autonomie, anche oltre gli anni della pubertà. Il “dopo di noi”, va affrontato con coraggio, dandosi obiettivi realistici, basati su un’idea nuova di futuri possibili: vanno re-inventati i centri diurni, le soluzioni residenziali e i programmi di inserimento lavorativo in modo da sfruttare tutte le capacità di questi ragazzi sorprendenti». In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, tutti i media parlano di Autismo e per un attimo sembra che l’inclusione e l’investimento su queste persone siano a portata di mano. I dati allarmanti sull’incidenza dell’autismo condivisi di recente dall’Osservatorio suggeriscono il contrario: «Servirà – evidenzia Cristina Ferro – l’impegno di tutti e la creazione di appositi tavoli di lavoro, che diano retta ai ricercatori e predispongano investimenti concreti». Il Coccovillage sarà aperto al pubblico in occasione della fiera di San Marco, a partire dalle 10,30.
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