Anche ad Asti, come nel resto d’Italia, la socialità degli anziani è stata travolta dalla pandemia e molti di loro hanno attraversato un lungo periodo di isolamento dovuto alla chiusura dei circoli sociali cittadini. Nei giorni scorsi l’assessore Mariangela Cotto ha invitato a Palazzo Mandela i presidenti dei circoli per confrontarsi con loro sulle nuove disposizioni di riapertura e ripresa delle attività.
Durante l’incontro è emerso che l’isolamento forzato dovuto alla recente crisi sanitaria se da una parte è stato tutelante dall’altra ha sicuramente accentuato i problemi di solitudine specialmente per gli anziani che non hanno vicino figli o nipoti.
Preso atto da parte dei rappresentanti dei tre Centri sociali comunali che le linee guida consentono solo di ballare fuori e a distanza di 2 metri, è stato convenuto di tenerli ancora chiusi, non potendo svolgere la loro unica attività danzante all’aperto.
L’amministrazione comunale, comprendendo che i circoli sono un importante punto di aggregazione e di contatto per le persone anziane, contrastando la solitudine ancor di più dopo questi venti mesi di restrizioni anticovid, intende, attraverso un avviso pubblico per manifestazione d’interesse, invitare i circoli ricreativi del territorio astigiano a convenzionarsi con il Comune al fine di accogliere nelle loro strutture le persone over65 che lo richiedono. La convenzione con il Comune avrebbe validità dal 15 luglio al 15 settembre con fini di aggregazione, socializzazione e divertimento per i pensionati astigiani. I circoli ricreativi interessati possono scrivere, entro il 12 luglio, una mail a politichesociali@comune.asti.it
«È nostra intenzione riattivare al più presto i nostri centri sociali per anziani - dichiarano il sindaco Maurizio Rasero e l’assessore Mariangela Cotto - di cui riconosciamo e sosteniamo il lavoro che svolgono per il benessere psico-fisico dei nostri cittadini meno giovani, ma dobbiamo assolutamente attenerci alle prescrizioni anticovid, quindi la collaborazione dei circoli del territorio può essere in questo momento un’ottima collaborazione per ripromuovere una partecipazione sociale e attiva degli anziani».
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