Con Massimo Barbero del Teatro degli Acerbi, in scena con “Il testamento dell’ortolano”, è stata riaperta al pubblico mercoledì, giorno della Festa della Repubblica, la Chiesa di San Giovanni alle Conche, in regione Valle San Giovanni. Edificio di pregio, forse l’unico del sud Astigiano di ascendenza romanica—ne conserva alcuni elementi, in particolare nell’abside, mentre il campanile è di epoca di poco successiva—ora diventa visitabile grazie ai più recenti strumenti tecnologici, come parte integrante del circuito regionale “Chiese a porte aperte”. Racconta il sindaco Fabio Isnardi: «Ho scoperto questa bella iniziativa durante una visita alla chiesa di Montiglio, già valorizzata in questo modo. Così abbiamo scelto di seguire lo stesso percorso».
La novità è significativa su due fronti: chiunque ora, tramite apposita app su smartphone, può prenotare una visita e accedere gratuitamente alla Chiesa di San Giovanni alle Conche; inoltre, all’interno, si viene accolti da una audioguida dettagliata e coinvolgente, che immaginandosi nel ruolo di San Guido, protettore della diocesi e figura più volte raffigurata tra gli affreschi dell’edificio, ne racconta la storia e le caratteristiche. Il tutto è stato possibile grazie a una convenzione tra il Comune e la Consulta Regionale per i Beni Culturali Ecclesiastici del Piemonte e della Val d’Aosta. Anticipa il consigliere Cristina Asinari, che ha seguito il progetto: «La app “Chiese a porte aperte” è scaricabile gratuitamente sugli store digitali.
Accedendo poi al sito Cittaecattedrali.it e individuando il progetto, si possono ottenere le credenziali per l’accesso all’app. Dopodiché diventa possibile scegliere tra le chiese del circuito e prenotare la visita anche pochi minuti prima». Da segnalare come il tutto abbia un occhio di riguardo anche per il turismo straniero, visto che l’audioguida, oltre che in italiano, è disponibile anche in inglese e francese, con l’ipotesi futura di ampliare ulteriormente gli idiomi selezionabili. La Chiesa di San Giovanni alle Conche non è l’unica novità calamandranese annunciata dal sindaco Fabio Isnardi.
Pressoché completata, nel suggestivo borgo di Calamandrana Alta, la nuova pavimentazione. Ora si estende dalla Chiesa di San Sebastiano, passando di fronte all’ingresso del castello e fino alla zona dove era già presente. Questo è possibile grazie a un bando GAL. Risorse dello stesso ente, assegnate alla parrocchia, hanno reso invece possibile un restauro della chiesa medesima. Racconta il sindaco: «Con circa 80 mila euro si è ristrutturata la facciata, con un contestuale abbattimento delle barriere architettoniche». Altri lavori sono andati nella direzione della valorizzazione dell’edificio religioso, anche in funzione di una visita: «È stata restaurata la porta e, con funzione storica, frammenti dell’intonaco originale saranno esposti all'interno. Da vedere, senz’altro, gli affreschi presenti». Anche qui si potrà accedere tramite app.
Nella foto: il monologo di Massimo Barbero in occasione dell’inaugurazione.
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