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Tecnologia e disabilità
10 Aprile 2021 16:37:01
Ad esempio, insieme alla personalizzazione dei dispositivi a misura della disabilità presentata, alla Kivi studiano ogni adattamento a seconda di casa automobilistica, modello e anno della vettura: ne esce un prototipo che viene rigorosamente “catalogato” e “archiviato” in officina così da poterlo replicare quando si presenta un cliente con la stessa auto.
Le installazioni dei dispositivi avvengono in officina a Vigliano se si tratta di clienti di zona, oppure vengono assemblati in kit e spediti ai vari installatori disseminati in giro per il mondo debitamente formati per montarli sulle auto per le quali sono stati richiesti.
Il cuore dell’azienda è il reparto di progettazione, dove sono gli ingegneri a studiare la soluzione migliore per ogni cliente, ma tutti loro lavorano a stretto contatto con i meccanici, guidati dal tecnico Luciano Rossi, “mente storica” dell’azienda, per mettere a sistema l’esperienza oltre alla teoria.
C’è un progetto di successo che più di altri ha visto la Kivi protagonista ed è “Guida in carrozzina”. In questa idea vi è racchiusa tutta l’attenzione che in azienda si è sempre riservata all’ascolto delle esigenze dei clienti con limiti motori e alla loro estenuante richiesta di libertà di viaggio.
Grazie a questo progetto, chi si muove in sedia a rotelle non dovrà più spostarsi sul sedile di guida con tutte le difficoltà che ne conseguono (il più delle volte è un’azione impossibile senza assistenza) ma può entrare in auto direttamente in carrozzina e mettersi al volante.
Un progetto che ha ottenuto l’omologazione europea dopo numerosi test che rendono questo adattamento sicuro.
Come funziona? Il disabile, grazie ad un telecomando, si avvicina all’auto, apre il portellone posteriore e, contemporaneamente attiva un ribassamento del pianale e l’uscita di una piccola rampa di accesso; sale con la sedia a rotelle dalla parte del bagagliaio, percorre l’abitacolo e, arrivato al posto di guida, “ancora” la carrozzina ad una piattaforma che, da quel momento, la trasforma in un sedile. Un altro comando elettronico e la rampa si ritrae, il portellone dietro si chiude, il pianale si rialza in assetto da guida.
Tutto questo da qualche settimana è già disponibile sul modello Captur, il suv della Renault, la grande casa automobilistica francese con la quale Kivi ha stretto una partnership.
«Il nostro lavoro, quando ci arriva la Captur in officina – spiega Michela Giberti – consiste nello “spogliarla” completamente di ogni allestimento, lasciandolo solo scocca e motore. In seguito i nostri meccanici realizzano tutto il sistema di “guida in carrozzina” e poi riassemblano tutti gli interni adattati alla guida della persona disabile. Per questo motivo, con questo brevetto, noi diventiamo tecnicamente costruttori di auto in fase 2».
Quando esce dall’officina, si è trasformata in una “Kivi Captur” pronta ad essere usata da persone anche gravemente disabili».
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Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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