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L'icona del pop Morrissey incanta AstiMusica: il meritato gran finale [FOTO E VIDEO]

Dai classici degli Smiths alle hit soliste, una serata di classe, emozione e pubblico multigenerazionale in piazza Alfieri

Morrissey incanta AstiMusica: please, please, please... il pubblico chiede il ritorno

Morissey durante il concerto astigiano (Foto Maria Grazia Billi)

"Please, please, please, Let Me Get What I Want". Chi non conosce questo brano iconico, e in quanti si sono chiesti una volta nella vita "chi l'ha scritto?". La risposta è semplice, gli Smiths, band che ha segnato indelebilmente la storia del pop. Il suo frontman, Morissey, ha regalato ad AstiMusica il finale di successo che meritava: inebriando il pubblico con la sua infinita classe, la sua voce inconfondibile, lungo un percorso tra i suoi successi da solita e i brani più conosciuti degli Smiths. 

Il pubblico astigiano "sapeva davvero ciò che voleva" ed è stato accontentato: un'esibizione che ha coinvolto uno stage eterogeneo, magnificamente amalgamato, tra settantenni e ventenni uniti dalla musica senza tempo di Moz, intenti a ballare e cantare brani che sono pietre miliari della storia della musica.

Figura cardine del pop britannico, Morrissey ha impresso in carriera un’impronta indelebile sia come frontman degli Smiths sia come interprete solista. Con appena quattro album pubblicati insieme alla band, ha contribuito a riscrivere la storia della musica, segnando una netta linea di demarcazione tra un prima e un dopo.

Da lì ha preso avvio una carriera individuale straordinaria: tredici album in studio, tutti entrati nella Top 10 del Regno Unito — tre dei quali direttamente al numero uno — e un Ivor Novello Award per il contributo eccezionale alla musica britannica. Acclamato per una scrittura inconfondibile e per la capacità di trasformare malinconie in inni generazionali, Morrissey ha firmato brani eterni come i classici degli Smiths “This Charming Man”, “How Soon Is Now?” e “Please, Please, Please”, e le hit da solista “Suedehead”, “Everyday Is Like Sunday” e “First of the Gang to Die”.

A confermare la grande attesa per un concerto cinque stelle, la presenza sin dal mattino di fan appassionati, provenienti da ogni parte d'Italia, ma anche da Svezia, Francia e Inghilterra, che hanno animato la città in attesa delle 21,43, quando Morissey è salito sul palco. Il pomeriggio astigiano aveva avuto anche quale gradita sorpresa la visita di Sal Da Vinci, trionfatore di Sanremo 2026, a passeggio per il centro in attesa del concerto a Cervere.

E tra il pubblico d'eccezione per la star del pop figuravano anche I Vitiello di Radio DJ, che si sono intrattenuti con l'assessore Paride Candelaresi, anima pulsante di AstiMusica, il comico Antonio Ornano, si è vociferata anche la presenza di Maurizio Lastrico e Arturo Brachetti.

L'assessore Candelaresi con I Vitiello di Radio Deejay

Tutti in città per lui. Moz, che ha inebriato il palco col suo carisma, la sua eleganza e un percorso artistico variopinto fra canzoni nuove, successi degli Smiths e della carriera solista.

"Amore grande" la prima frase in italiano di Moz per il pubblico astigiano, e poi via lungo un percorso senza sosta accompagnato dal pubblico. Nelle quasi due ore di concerto brilla l'esecuzione di "Alma Matters", all'unisono col pubblico, l'intramontabile e profonda "Everyday is like Sunday", "Suedehead" e il finale, con tanto di lancio della maglietta al pubblico (e qualche tentativo di salire sul palco per abbracciare l'artista).

Lascia il sapore della piena soddisfazione ascoltare dal vivo, con un'esecuzione intensa e perfettamente accompagnata dalla band, "The More You Ignore Me, The Closer I Get", grande successo del 1994 trainato dal suo stile vocale ironico e inconfondibile, mentre "Firts Of The Gang To Die" è la chiosa che ogni purista di Moz adora perchè pare scritta per cantarla in coro. 

Quando si accendono le luci dopo lo show resta la certezza di aver ammirato una magnifica tastierista come Camila Grey (il suo assolo è da brividi), mentre il basso del colombiano Juan Galeano ti resta nel cuore e nella mente, come l'esecuzione di tutti i componenti della band, che, a uno a uno, salutano il pubblico, e poi resta lui, Moz, raffinato e intenso traghettatore di emozioni. E ti verrebbe da dire "Please, Please, Please ... come back to Asti".

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