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11 Luglio 2026 09:25:00
I Bluvertigo saliranno sul palco giovedì 16 luglio
Dopo il tutto esaurito dello scorso 14 aprile all’Alcatraz di Milano, sarà il festival AstiMusica a rappresentare, giovedì 16 luglio alle 21.30 in piazza Alfieri, la prima tappa del tour estivo dei Bluvertigo.
La prima di dieci tappe che li vedranno protagonisti, ospiti dei principali festival italiani fino al 12 settembre, quando saliranno sul palco del Kozel Carroponte di Milano.
I Bluvertigo sono una delle band più iconiche del panorama italiano. Negli anni hanno portato sul palco performance eclettiche e coinvolgenti, tra rigore tecnico e ironia pungente, anticipando linguaggi e influenzando intere generazioni. Anche in questo nuovo tour, intitolato “Essere umani”, i Bluvertigo tornano a costruire uno spazio sonoro e visivo in cui musica, identità e presenza si intrecciano.
Fin dagli esordi, i Bluvertigo hanno scardinato regole e aspettative, portando nella canzone italiana un modo diverso di pensare il suono e la scrittura. Hanno dato forma ad un linguaggio personale, capace di attraversare generi, estetiche e riferimenti senza perdere coerenza. È lì che si riconosce la loro firma: nel dettaglio inaspettato, nella scelta imprevedibile, nella capacità di far dialogare elementi lontani. Nel riportare al centro, come si evince dal titolo, il concetto di essere umani. «Non seguiamo il flusso - affermano - lo deviamo».
Uno spettacolo che ripercorre il loro repertorio e riafferma il linguaggio artistico. Un live che intreccia musica, identità e presenza, in linea con il concept del tour: «Non è intrattenimento, è presenza».
Per esemplificare il concetto, hanno presentato una nuova locandina fatta di pixel e geometrie: in questo quadro di anatomia meccanica affiora il concetto di essere umani, la cui identità sopravvive a schemi e codici e il cui battito cardiaco, spesso ridotto a segnale ad intermittenza, resta un’irriducibile luce oltre il sistema.
«“Essere umani” - hanno scritto i Bluvertigo in un recente post sulla loro pagina Facebook ufficiale - non è esseri umani, ma essere umani. È diverso, è migliore, perché sembra un errore. È irregolare, il requisito di base per quel che fa parte dell'universo di cose, concetti o persone che chiamiamo Arte».
Un concetto che è stato ribadito in occasione del concerto all’Alcatraz di Milano.
«Essere umani - è stato ribadito dal palco - non significa essere degli esseri umani, ma significa essere umanità. E vuol dire, di conseguenza, che la guerra non nasce dagli esseri umani, ma da chi non è umano».
In quell’occasione i Bluvertigo, cui si è affiancato il polistrumentista Lele Battista, hanno costruito un live stratificato, tra suoni, visioni e lunghi momenti di riflessione. Più che un concerto, una vera dichiarazione: un racconto sull’essere umani oggi, sospesi tra memoria analogica e presente digitale. Un ritorno potente che non guarda indietro, ma prova a dare un senso al tempo che stiamo vivendo.
Nato ufficialmente a Monza nel 1992 da Morgan (Marco Castoldi) e Andrea “Andy” Fumagalli, con Sergio Carnevale alla batteria e Livio Magnini (subentrato in seguito a Marco Pancaldi), il gruppo ha saputo fondere rock, elettronica, new wave e sperimentazione con testi ricercati e sonorità innovative.
Dopo il debutto con il singolo “Iodio”, il primo album “Acidi e basi” (1995) li ha imposti come fenomeno di culto, dando inizio alla celebre “trilogia chimica”, proseguita con “Metallo non metallo” (1997) e “Zero – ovvero la famosa nevicata dell’85” (1999). Brani come “Cieli neri” e “L’assenzio” (The power of nothing) hanno segnato profondamente la musica italiana dell’epoca.
Tra grandi palchi, partecipazioni al Festival di Sanremo e riconoscimenti prestigiosi, oltre a periodi di congelamento, reunion e progetti solisti, i Bluvertigo si sono affermati grazie ad una visione artistica audace e in continua evoluzione. Per poi arrivare, quest’anno, a riportare sul palco l’identità e l’energia che li hanno resi un riferimento imprescindibile della scena alternativa italiana.
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