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Enrico Brignano porta “Bello di mamma!” sul palco di Piazza Alfieri

Lo spettacolo di domenica 5 luglio sarà un racconto ironico e toccante sulla vita contemporanea, tra ricordi d'infanzia, contraddizioni del presente e riflessioni

Enrico Brignano porta “Bello di mamma!” sul palco di Piazza Alfieri

Toccherà ad Enrico Brignano, attore dalle spiccate doti comiche, scaldare il clima in piazza Alfieri domenica 5 luglio con lo spettacolo “Bello di mamma!”, un racconto ironico e toccante sulla vita contemporanea, tra ricordi d'infanzia, contraddizioni del presente e riflessioni ironiche sul mondo che cambia.

Questo nuovo spettacolo fa parte di un tour che porterà in giro fino al 2027

«In questa nuova tournée mi porto dietro la mia storia, i miei 43 anni di teatro e la voglia di continuare a osservare il mondo che cambia. Per me ogni replica sarà un incontro diverso, perché diverso è il pubblico che avrò davanti. ‘Bello di Mamma!' parla di memoria, ma parla anche del presente: di come siamo diventati, di come comunichiamo e di quello che continuiamo a cercare, nonostante tutto cambi così velocemente».

Come riassumerebbe in poche parole il tema dello spettacolo?

«“Bello di mamma!” è un abbraccio. È una carezza detta col sorriso. È quella frase che ti dicevano da piccolo e che ti faceva sentire invincibile, pure quando avevi fatto un disastro. È uno spettacolo che parla di noi, di quando eravamo più semplici e forse anche più veri».

Qual è l'ispirazione, familiare, che porta sul palcoscenico?

«Questo tour nasce da una frase che mia madre mi disse una sola volta. Ero stato sei mesi in America, lei pensava che non tornassi più. Le feci una sorpresa e quando mi vide disse: ‘Alla fine sei tornato, bello di mamma', con annesso pizzicotto sulla guancia, ovviamente. In quel momento ho capito tutto: che ero a casa, che ero amato, che potevo andare ovunque, ma da lì partivo sempre. Oggi che lei non c'è più, quelle parole mi tornano addosso con una forza diversa».

Quindi ‘Bello di mamma!' è anche un modo per tenere viva sua madre?

«Sì. Finché io racconto, rido, mi emoziono sul palco, lei è con me. Questo spettacolo non è solo una dedica, è una presenza. Ogni sera, quando lo porto in scena, è come se le dicessi ancora una volta: “Hai visto? Sono diventato quello che volevi tu”. E sempre bello de mamma resto».

È uno spettacolo più comico o più malinconico?

«Tutte e due. Come la vita. Prima ridi, poi ti commuovi, poi ti dici: “Ammazza, ma stava parlando di me”. Parla dell'infanzia, della memoria, delle nostre fragilità. E di quanto oggi siamo diventati complicati. Prima bastava poco per ridere, ora serve il libretto delle istruzioni. “Bello di mamma” è uno spettacolo che ti fa ridere, ma con gli occhi un po' lucidi».

È diventato difficile far ridere oggi?

«Molto. Non perché la gente non abbia voglia di ridere, ma perché ha paura di farlo. Come se ridere fosse diventato quasi un atto rivoluzionario».

Quanto c'è di personale in “Bello di mamma!”?

«Tanto. È uno dei miei spettacoli più sinceri. Ci sono i miei ricordi, mia madre, la mia Roma, il bambino che sono stato e l'uomo che cerco ancora di capire di essere. In questo spettacolo c'è il desiderio di fare i conti con una parte importante della mia vita. Dopo aver dedicato uno spettacolo a mio padre, ho sentito il bisogno di raccontare anche mia madre. Non è soltanto un omaggio personale: attraverso di lei racconto una generazione, un modo di vivere e di guardare il mondo che oggi sta cambiando molto rapidamente».

Che emozione vuoi lasciare allo spettatore?

«Voglio che esca più leggero. Magari con una risata negli occhi e un ricordo nel cuore. Immagino un pubblico di persone che hanno avuto una madre, che l'hanno persa, che la sentono ancora, che magari non le hanno detto tutto. Ma immagino anche figli che sorridono pensando a una frase, a un rimprovero, a una telefonata, a un piatto preparato sempre nello stesso modo. ‘Bello di Mamma!' parte dalla mia storia, però non vuole restare solo mia. E se tornando a casa quello spettatore chiama la madre, io ho già vinto».

Non resta che segnare sul calendario la data di domenica 5 luglio per godersi lo spettacolo di Enrico Brignano e accettare la sfida di ridere ma anche di riflettere con lui. I biglietti di AstiMusica sono disponibili su Ticketone e sui maggiori circuiti on line (biglietti da 49 a 79 euro più prevendita).

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