A metà aprile vennero pubblicati sullAlbo pretorio on line i redditi e la situazione patrimoniale di assessori e consiglieri riferiti al 2011. Unoperazione trasparenza che allora non brillò per dovizia di particolari. Mercoledì sullAlbo pretorio on line è stato pubblicato il dossier sulla situazione patrimoniale riferita ai redditi del 2012 e, incredibilmente, le poche informazioni pubblicate ad aprile sono addirittura sparite...
«Mi impegno affinché in tempi rapidissimi siano pubblicati i dati riferiti al 2012 con i dettagli sulle partecipazioni in società». A dirlo fu lassessore alla Trasparenza Alberto Pasta quando, a metà aprile, vennero pubblicati sullAlbo pretorio on line i redditi e la situazione patrimoniale di assessori e consiglieri riferiti al 2011. Unoperazione trasparenza che allora non brillò per dovizia di particolari (mancavano i dettagli sulle partecipazioni azionarie, le tipologie di auto di proprietà e altre notizie utili a farsi unidea del tenore di vita degli eletti) e infatti Pasta, davanti allesito poco riuscito delliniziativa, non nascose la propria delusione.
Mercoledì sullAlbo pretorio on line è stato pubblicato il dossier sulla situazione patrimoniale riferita ai redditi del 2012 e, incredibilmente, le poche informazioni pubblicate ad aprile sono addirittura sparite. Sul documento sono stati pubblicati solo gli imponibili relativi al 2012 e solo eventuali variazioni sulla situazione patrimoniale rispetto alla precedente informativa. Il risultato? Senza avere in mano il dossier riferito al 2011 non è possibile conoscere lo stato patrimoniale degli eletti.
Anche nel caso di eventuali variazioni vengono riportate solo queste, a dispetto di tutto il resto, perché si dà per scontato che i cittadini già conoscano i dati forniti ad aprile. Dal momento che il redditometro del 2011 è rimasto pubblicato on line solo 15 giorni (come capiterà con questultimo) è chiaro che, anche questa volta, loperazione trasparenza ha partorito il classico topolino. Tutto questo a pochi giorni dallattivazione del portale della Trasparenza che, solo in parte, accoglie la richiesta dei Radicali di creare la famosa Anagrafe degli Eletti.
Lassessore Pasta, che abbiamo nuovamente interpellato sulla vicenda, conferma quanto già detto allora. «Non sono daccordo, non mi piace questo tipo di operazione e ho già predisposto linvio al Segretario Generale della richiesta per la pubblicazione integrale della dichiarazione dei redditi. Purtroppo - aggiunge lassessore - secondo gli uffici quanto è stato pubblicato è ciò che prevede la legge ma è ovvio che, senza la precedente dichiarazione, non è possibile conoscere alcunché». Linvito di Pasta a tutti gli altri eletti è quello di autorizzare, come fatto da lui, la pubblicazione delle rispettive dichiarazioni. Non solo. Pasta chiede che il dossier rimanga consultabile fino alla pubblicazione del successivo e non solo 2 settimane. Nei prossimi giorni si vedrà se le richieste di Pasta saranno accolte o meno.
Intanto non mancano le polemiche. «Mi chiedo se serva un assessorato alla Trasparenza visto che i risultati sono quelli che sono - parte allattacco Marcello Coppo (Fratelli dItalia), già critico sulla necessità di pubblicare tutti i redditi e non solo quelli ottenuti da incarichi elettivi e politici - Ho impiegato un sacco di tempo per mettere insieme i dati richiesti e, ancora una volta, mi sembra di aver perso tempo. Secondo me lassessorato alla Trasparenza, un po come tutta la Giunta, sta navigando a vista nella nebbia». Alcuni consiglieri contattati al telefono hanno precisato che, le loro quote in società, si traduco a poche centinaia di azioni in Enel o Eni e nulla più, dettaglio che viene liquidato sul sito con una generica partecipazione in società.
Raffaele Giugliano (Moderati) si dice favorevole alla pubblicazione ma con i dovuti equilibri. «Io ho investito molto nel capitale umano, offro da lavorare a numerose persone ma, in questo momento, a metterci in ginocchio è lo Stato. Cè uneccessiva pressione degli accertamenti fiscali e mi sento addirittura un miracolato ad avere ancora unattività». Per Gabriele Zangirolami (Movimento 5 Stelle) «il sistema così comè fa schifo perché mettere in piazza i fatti privati non è trasparenza ma gossip. Se parliamo degli onorevoli o dei consigliere regionali ci sta ma ricordiamo sempre che noi, consiglieri comunali di Asti, siamo volontari della politica».
Riccardo Santagati
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