Sembra che Leonardo gli ultimi mesi della sua vita li abbia passati a fare il vignaiolo. Il posto dicono sia stato esattamente dalle parti dove adesso a Milano cè il Palazzo delle Stelline. A noi
Sembra che Leonardo gli ultimi mesi della sua vita li abbia passati a fare il vignaiolo. Il posto dicono sia stato esattamente dalle parti dove adesso a Milano cè il Palazzo delle Stelline. A noi piace pensare che tra un disegno e laltro si sia inventato anche la forma di potatura a guyot che ancor oggi i vignaioli adoperano. Scherzi a parte il panorama dellinnovazione astigiano è un po questo e senza arrivare a dire che manchi un Leonardo sicuramente manca la figura di un moderno Adriano Olivetti. Un industriale in grado di provare e riprovare battendo tutte le strade finché vien fuori lidea buona. Capendo quale prodotto possa diventare redditizio e giusto un attimo prima degli altri. Come ha saputo certo fare Oscar Farinetti nel commercio.
Intanto è di questi giorni la notizia positiva che lUniversità sta lavorando su un progetto di incubatore non tecnologico. Che dovrebbe garantire formazione e assistenza a giovani e futuri imprenditori nel settore sociale astigiano. «Il territorio locale - racconta Roberto Zanola Consulente della Banca Mondiale e Professore di Microeconomia e di Economia della Cultura allUniversità del Piemonte Orientale - ha pregi e debolezze. Il tessuto post industriale difficilmente potrà essere recuperato così comè e la risposta alla ridotta occupazione non potrà certo venire solo da nuove imprese. Che ricordiamocelo trovano terreno utile se nascono in contesti già organizzati o, meglio, se collegate a grandi aziende già esistenti».
Quindi la favola del giovane e brillante che armato di unidea geniale sfida Wall Street per quanto affascinante sembra da mettere da parte. Perché se da un lato può essere utile dare slancio a chi parte dal basso questo slancio non deve essere un salto nel vuoto. Ma anzi bisogna avere i piedi ben piantati per terra. Come i vignaioli. «In agricoltura - racconta Gianluca Morino presidente del Consorzio del Nizza - la principale innovazione è quella di capire quanto possa servire il digitale, i social, il web per la propria attività. Occorre capire le potenzialità dei nuovi mezzi senza tirar fuori cose strane. Ci vuole un po di tempo, per raccogliere feedback e il marchio si costruisce nel tempo. Certo in viticoltura siamo nettamente agevolati rispetto agli altri prodotti visto che ogni azione che un singolo produttore fa ha una ricaduta sul territorio. Solo ieri un ragazzo in visita si è lasciato scappare: Sono proprio così le colline nelle le foto che metti tu. Intendo anche questo quando parlo di avere un ritorno».
Perché la rete è una cosa così seria che fa quasi paura. E non stiamo parlando degli hacker incappucciati che fanno danni ma di una realtà con cui bisogna fare i conti. Fatta di storie come quella di Alice Avallone, astigiana e brillante, che dopo essersi inventata Nuok come diario di viaggio virtuale adesso è sbarcata nelle librerie con una guida di carta e inchiostro. Innovare non ha mica una direzione sola e segue anche il fiume del denaro. E per questo è la cosa meno altruistica che si possa pensare. E sogno americano ma anche geografia del lavoro visto che ogni posto di lavoro da ingegnere si porta dietro altri cinque posti di lavoro in servizi e altre qualifiche. Ma la rete ha anche smentito alcune delle sue promesse. La democratizzazione del lavoro e della ricchezza si è spesso mutata in concentrazione di ricchezze. Ma qui stiamo divagando visto che come diceva Lou Reed se in un pezzo ci sono più di tre accordi è Jazz. E quello, almeno una volta, eravamo proprio bravi a suonarlo.
Lodovico Pavese
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