Cerca

«L&#39;Asp si specializzi in energia»<br/>Cittadini e consiglio sul futuro dell&#39;azienda

«L&#39;Asp si specializzi in energia»<br/>Cittadini e consiglio sul futuro dell&#39;azienda

E’ il settore energetico la grande opportunità che Asp deve saper cogliere, incentivare e perseguire per aggiungere la famosa quarta vela sul logo aziendale (dopo rifiuti, trasporti e acqua). Anche

E’ il settore energetico la grande opportunità che Asp deve saper cogliere, incentivare e perseguire per aggiungere la famosa quarta vela sul logo aziendale (dopo rifiuti, trasporti e acqua). Anche di questo si è parlato durante la prima parte del Consiglio comunale aperto dedicato all’ex municipalizzata davanti al presidente Paolo Bagnadentro, il vice Luigi Visconti, l’amministratore delegato Paolo Golzio e alcuni dirigenti di settore.
Giancarlo Dapavo (Legambiente) ha criticato l’attuale sistema dei trasporti definendolo «uno dei peggiori del nord Italia perché inefficiente» e sottolineato l’alto tasso di inquinamento ambientale provocato dal traffico che insiste sulla città.
Filippo Di Modica (ex dipendente Asp - Associazione a Sinistra) ha ricordato che «già nel 2000 si era iniziata a formare in azienda un’idea di sviluppo energetico, la famosa 4° vela, in cui confluivano delle progettualità, tutte idee fattibili per le quali le banche avrebbero fornito tranquillamente i capitali, ricreando un clima adatto a far venire ad Asti tutta una serie di produzioni».

Valter Frizza (residente a Valmaggiore) ha invece evidenziato come l’Asp «abbia in alcune sue attività la mancanza di concorrenti e questo non la rende competitiva con le altre aziende». Frizza ha spiegato che aveva chiesto dei preventivi all’Asp per l’allacciamento all’acqua potabile per un totale di 1.028 euro «mentre un altro preventivo mi permetteva di averlo ad un quarto del costo».
Vera Bosia (residente in strada Villa Favorita, Valgera) si è presentata come portavoce di tutti gli abitanti della via «dove mancano i trasporti, la luce, le fogne, dove ci puliamo la strada per conto nostro e dove, nonostante abbiamo chiesto all’amministrazione di catalogare la via come strada comunale (oggi privata ndr) non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta».
Sergio Zappa (Rifondazione Comunista) ha puntato il dito contro l’amministrazione «che usa come un mantra la scarsità delle risorse e i tagli agli enti locali per giustificare la riduzione dei servizi pubblici. Ai tagli - ha aggiunto Zappa - occorre reagire sviluppando progettualità nei campi del trasporto e dell’energia per recuperare risorse dai fondi europei. Non è un caso che oltre 2.000 comuni italiani abbiano aderito al Patto dei sindaci per accedere a quei fondi, ad eccezione di Asti».

Angelo Ferrante (residente a San Quirico) si è scagliato sulle navette elettriche gratuite del centro «mentre noi cittadini, con un’altra carta d’identità, dobbiamo pagare. Noi - ha detto - non faremo più né biglietti né abbonamenti perché è vergognoso».
Enzo Sobrino (coordinatore provinciale di SEL) ha denunciato le scelte nazionali e regionali che penalizzano il trasporto pubblico locale «mentre si spendono 30 miliardi di euro per l’alta velocità, qualche miliardata di euro per il Terzo valico e qualche milionata per raddoppiare l’autostrada che corre a fianco della TAV. Ci sono decisioni politiche che o si condividono o no e, in caso contrario, ci si muove contro e si fanno scelte che possono anche scontentare qualcuno».
Claudio Caron (Casa del Popolo) ha ricordato come nell’Asp «sia calata l’occupazione e c’è un problema sui trasporti che porta a 10 o 12 organici in meno. Qual è la strategia che ha permesso all’Asp di non investire sull’energia e perdere la scommessa sul gas? - ha poi chiesto rivolgendosi agli attuali amministratori - In questi settori si potrebbe mettere nuova occupazione e nuove professionalità ma l’Asp oggi  non ha un piano sull’energia».

Fabio Dura (segretario provinciale Filt Cgil) ha ricordato che il sindacato «attende da 4 anni un Piano industriale, sempre annunciato e mai arrivato. Bisognerebbe valutare se tutte le consulenze dell’Asp siano utili e perché non siano mai state discusse le proposte arrivate da noi come la creazione di un’agenzia di pompe funebri. Per quanto riguarda il trasporto pubblico è necessario riaprire corso Alfieri ai bus e mettere più pullman sulle linee 1 e 2».
Valter Lanfranco (CISL) ha chiesto che i vertici ascoltino di più i lavoratori perché «voi fate i progetti intelligenti ma le applicazioni le facciamo noi».
Giampiero Freilino (Filt Cgil) è stato uno dei più critici nell’analizzare l’attuale comportamento del sindaco rispetto all’Asp. «Asti è una città invivibile per inquinamento, caos e rumori. Si ricorda quando in campagna elettorale saliva e scendeva dai bus dicendo che il servizio era pessimo e che l’avrebbe aumentato? Invece ha tolto un bus dalle linee 1 e 2 e adesso per andare al cimitero o alla clinica Sant’Anna si aspetta un’ora. La navetta dev’essere a pagamento, il 4 deve tornare in corso Alfieri e chiediamo il rispristino del servizio precedenti ai tagli altrimenti assumeremo tutte le iniziative per farci ascoltare».

Paolo Bagnadentro (presidente dell’Asp) ha cercato di rispondere a tutte le critiche e dare qualche idea sul futuro dell’Asp. «In nessuna parte del mondo in città come le nostre il trasporto pubblico si paga con i biglietti perché c’è bisogno dell’intervento pubblico come nel caso di ospedali e scuole. Possiamo ottimizzare tutto quello che vogliamo e ridisegnare le linee ma se vengono meno i denari, 750 mila euro, bisogna tagliare le linee cercando di salvaguardare quello che si può». Sul fronte dell’occupazione Bagnadentro ha confermato «di non aver aumentato gli impiegati ma neanche di averli diminuiti» e ha ricordato gli investimenti fatti dall’Asp come «l’acquisto dei 12 nuovi bus euro 6 con contributi regionali al 50%, la firma dell’aggiudicazione dell’apparecchiatura per il Crematorio, la vincita a Fano per la gara sui rifiuti ma anche di aver presentato al Comune un investimento da 5 milioni di euro per la sostituzione di tutta l’illuminazione pubblica oltre ad un progetto di estensione della rete wireless che dovrebbe coprire il 97% del territorio. Non faremo l’agenzia di pompe funebri perchè non è il nostro mestiere - ha poi aggiunto - ma vogliamo incrementare il noleggio e per questo convocherò i dirigenti scolastici per offrire loro i nostri servizi, efficienti e con autisti che non hanno contratti a chiamata». Per quanto riguarda il recupero crediti Bagnadentro ha ricordato di aver incassato 2 milioni di euro grazie ad una piccola task force.

Il consigliere Davide Giargia (M5S) ha illustrato le proposte di un ordine del giorno con il quale, tra le altre cose, «si vuole impegnare l’amministrazione a rinnovare i contratti di servizio tra Comune e Asp entro la fine dell’anno; fornire periodicamente ai consiglieri una relazione sulla gestione della partecipata; redigere un rendiconto trimestrale sulla situazione creditizia di Asp; pubblicare sul sito del Comune tutti i bilanci preventivi e consuntivi delle partecipate; fornire ai consiglieri comunali e ai revisori dei conti l’iter sul recupero crediti dell’Asp; fornire ai membri del Consiglio i certificati penali degli amministratori delegati, consiglieri, sindaci, presidenti e vice presidenti dell’azienda Nos spa (socio di minoranza al 45% ndr) e delle aziende ad esse collegate».

Il consigliere Giovanni Pensabene (Federazione della Sinistra) si è soffermato sul settore energetico perché «se decidiamo che sull’energia non investiamo siamo sicuri che non raggiungeremo mai il bersaglio. Dire che abbiamo tirato i remi in barca sulla “vela” energetica perché ci sono deficit per 100mila euro è pericoloso. Allora, poiché il trasporto pubblico non si regge da solo, chiudiamo anche quello». Pensabene ha inoltre contestato agli amministratori di aver affisso nei palazzi i manifesti in cui si intimava a pagare l’acqua onde evitare il taglio del servizio. «Tagliare l’acqua non si può e non si deve dire - ha commentato - perché avete mandato nel panico decine e decine di pensionati che vivevano nel terrore che il loro amministratore non avesse pagato l’acqua».
Gianfranco Imerito (Scelta Civica) è tornato sul porta a porta nelle frazioni e sulla TARES, pagata senza avere buona parte dei servizi assicurati a chi vive in città. «Le frazioni molto spesso servono in campagna elettorale ma poi vengono dimenticate quando una parte o l’altra vince. Perché pagare la TARES? La neve non viene spazzata, le fogne non ci sono, il servizio pubblico è inesistente, non usufruiamo di nulla».

Renzo Viarengo (Territorio è Cultura) ha chiesto di far pagare le navette e di portare le fognature nelle circoscrizioni «perché ai 15mila abitanti delle frazioni è giusto dare gli stessi diritti di chi abita in città».
Maurizio Lattanzio (Scelta Civica) ha invece spezzato una lancia in favore dell’Asp «che dev’essere una risorsa e non solo oggetto di critica ingiustificata». Al di là di questo anche Lattanzio ha chiesto che al più presto «vengano siglati i contratti di servizio con il Comune così l’amministrazione dovrebbe rispettarli, con determinate tariffe, senza operare ulteriori tagli».
Il Consiglio continuerà nei prossimi giorni, in data ancora da stabilirsi.

Riccardo Santagati
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133