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«Fanno soltanto folklore»<br/>Scontro Ardissone-Cerrato

«Fanno soltanto folklore»<br/>Scontro Ardissone-Cerrato

«Stanno solo facendo del folklore, si occupano della parte esteriore delle cose e non hanno ancora messo in moto tutta una serie di idee che Brignolo aveva sostenuto in campagna elettorale. La

«Stanno solo facendo del folklore, si occupano della parte esteriore delle cose e non hanno ancora messo in moto tutta una serie di idee che Brignolo aveva sostenuto in campagna elettorale. La speranza che era stata promessa ai commercianti non viene confermata dai fatti e riconosco la mia ingenuità nell’aver appoggiato Brignolo come sindaco». E’ un Mauro Ardissone ormai disilluso quello che incontriamo pochi giorni dopo l’aver appreso, dai giornali, dell’intenzione dell’assessore al Commercio Andrea Cerrato di essere propenso a realizzare “La porta del Monferrato”, un maxi insediamento commerciale a cavallo tra corso Alessandria e l’autostrada Torino-Piacenza.

«Mi aspettavo che Brignolo prendesse pubblicamente le distanze da questo progetto, che non è nel programma elettorale, e che sarebbe esattamente il contrario di quanto aveva promesso annunciando 0 metri di nuova grande distribuzione e politiche a sostegno del commercio tradizionale – aggiunge Ardissone sia in veste di commerciante che di presidente della Confesercenti – Invece non mi sembra che abbia smentito quindi presumo che condivida l’idea e il progetto stesso. A questo punto si crea una differenza di visione e una divergenza fondamentale di impostazione sul tema. Se il sindaco non chiarirà la questione la Confesercenti prenderà una posizione molto critica perché l’opinione favorevole sulla Porta del Monferrato darà il via ad altre richieste, tutte assolutamente invasive». Ardissone ricorda che, prima ancora di decidere se fare o meno il nuovo insediamento, l’amministrazione avrebbe dovuto completare e aggiornare il Piano commerciale ma soprattutto non illudersi che quel tipo di struttura «possa reggersi grazie alla presenza di un hotel da 100 camere o di un centro congressi».

«Questo tipo di investimento da oltre 50 milioni di euro sta in piedi solo con la grande distribuzione, non con l’albergo da 100 stanze che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe incassare 3 milioni di euro l’anno da cui detrarre le spese – spiega Ardissone - Le catene della grande distribuzione 3 milioni li guadagnano in un week end. Inoltre nessun nuovo centro commerciale, salvo il caso dell’Outlet di Serravalle, unico in Europa, sopravvive senza grandi gruppi alimentari e la presenza di marchi famosi. Oggi l’offerta commerciale di Asti è già coperta e tutte le statistiche, sia a livello nazionale che regionale, dimostrano come, a fronte di un incremento delle grandi superfici commerciali, c’è una riduzione dei lavoratori del commercio tradizionale. Noi non siamo contro le nuove proposte, purché siano innovative e non impostate su logiche ormai superate».

Secondo Ardissone “La porta del Monferrato” non servirà neanche come vetrina di prodotti del territorio, così come più volte sostenuto da chi, invece, si è già detto favorevole al progetto come il gruppo dei Moderati, di cui l’assessore Cerrato è esponente di Giunta. «La porta del Monferrato impoverirebbe il centro urbano ed è difficile che attiri tutti questi turisti richiamati ad Asti dal centro commerciale. Invece avrà sicuramente molto richiamo tra gli astigiani perché il nuovo vince sempre e ammazza gli altri che già ci sono». Il presidente della Confesercenti è però un fiume in piena e ha molte altre riserve sull’operato dell’amministrazione Brignolo. «Sulla ZTL mi aspettavo che procedessero con una pedonalizzazione almeno del 90% delle vie oggi a traffico limitato perché rendere le strade del centro piacevoli, prive di auto e molto più vivibili è l’unico modo per noi di controbattere alle offerte della grande distribuzione. Altri punti determinanti del programma di Brignolo erano la revisione dei regolamenti e delle procedure relative al commercio e la creazione dello Sportello apposito che non è stato fatto. Di questo sono doppiamente arrabbiato, sia come commerciante che come presidente di un’associazione di categoria».

Altrettanto negativa, secondo Ardissone, è l’ipotesi di riportare i bus in corso Alfieri come succedeva una volta e come proposto dai sindacati. «Qui bisogna dare risposte piccole e immediate e non riportare i pullman, fossero anche Euro 6, in corso Alfieri. La mia personale opinione è che prima si è fatto danni con la scorsa amministrazione e ora si continua a fare danni con questa. Ecco, a tal proposito le ultime due Giunte dimostrano di avere un programma nel segno della continuità». Il presidente della Confesercenti lancia una frecciata anche contro i giovani consiglieri che si sono avvicinati alla politica da poco, soprattutto quelli del Partito Democratico. «Devono prendere il coraggio e, se serve, dare delle spallate. Inizino a votare contro la Giunta su una pratica importate e vediamo cosa succede». Ardissone però salva un aspetto dell’operato sul Commercio, ovvero le attività natalizie.«Quest’anno si è partiti un po’ prima ad organizzare gli eventi e l’idea di riempire le piazze è decisamente valida. Staremo a vedere il risultato nel suo complesso».

Riccardo Santagati
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