Numeri importanti a sei zeri quelli illustrati dal direttore del Consorzio dell'Asti, Giorgio Bosticco, per dare un'idea dei volumi e dell'importanza di questo vino nel mondo. Partiamo da
Numeri importanti a sei zeri quelli illustrati dal direttore del Consorzio dell'Asti, Giorgio Bosticco, per dare un'idea dei volumi e dell'importanza di questo vino nel mondo. Partiamo da quello più gratificante: 98 milioni 184 mila bottiglie di Asti e Moscato vendute nel 2013 con un incremento netto del 10% rispetto al 2012 quando il totale delle bottiglie prodotte sfiorava i 90 milioni. Di queste 74 milioni sono di Asti e quasi 24 milioni di Moscato d'Asti. I dati di mercato indicano un altro importante parametro, ovvero quello del periodo di vendita delle bottiglie: circa la metà del fatturato è concentrato nel periodo a ridosso delle feste, a conferma del fatto che le due docg vengono considerate le bollicine di Natale e Capodanno per eccellenza.
Anche se, dal Consorzio, sottolineano di voler puntare a campagne di pubblicità che consentano di far acquistare Asti e Moscato nel corso di tutto l'anno, abbinandoli, ad esempio, agli innovativi cocktail con frutta. Vino da esportare: nella top ten dei Paesi esteri in cui viene maggiormente venduto si annoverano Germania, Russia, Stati Uniti, Lettonia, Regno Unito, francia, Austria, Giappone, Danimarca, Belgio. L'Asti docg perde l'1% di vendite a livello mondiale e il 4% in Europa (che rappresenta il 72% del suo patturato) mentre cresce del 24% in Asia (di qui la scelta dell'evento Lady Asti in Cina). Numeri importanti anche per misurare la "moscatomania" negli Stati Uniti. Quello d'Asti docg registra da tre anni successivi un incremento che va dal 21 al 27%. Quest'anno, ad esempio, il nostro Moscato si è ritagliato una quota di vendite che supera il 50% dei moscati italiani venduti negli Usa: 4 milioni 420 mila bottiglie contro i 4 milioni di altri moscati prodotti nel resto dell'Italia. Molto interessante il paragone con il primo antagonista dell'Asti, ovvero il Prosecco.
Da gennaio a settembre, l'Asti soccombe con un segno negativo del'1% nell'export contro un +27% del Prosecco che registra un prezzo medio a bottiglia di 2,90 euro contro i 2,67 dell'Asti. Nella tabella della scelta dei consumatori, si nota che il Prosecco quest'anno registra trend positivi sull'Asti nel Regno Unito (70% contro il 22% della nostra docg), in Belgio (51% contro un 6%), in Francia (38% contro il 30%) e in Norvegia ( 113% contro una perdita del 18% dell'Asti.) L'Asti piace più del Prosecco in Svizzera (28% contro il 13%) e in Russia dove, a fronte di un incremento di vendite del 46% dell'Asti si assiste ad un calo del 24% del Prosecco. Va male sia per Asti che per Prosecco in Germania dove i due vini hanno perso il 23% di volumi da gennaio ad oggi.
d.p.
Commentascrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti