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Carcere, dall&#39;orto fra le mura<br/>15 tonnellate di bontà

Carcere, dall&#39;orto fra le mura<br/>15 tonnellate di bontà

Circa 15 tonnellate di ortaggi sono stati coltivati nel 2013 nel posto più chiuso e controllato di Asti: il carcere circondariale di Quarto. E' il frutto del corso che da una decina di anni si

Circa 15 tonnellate di ortaggi sono stati coltivati nel 2013 nel posto più chiuso e controllato di Asti: il carcere circondariale di Quarto. E' il frutto del corso che da una decina di anni si svolge nel carcere, dura 600 ore e coinvolge una decina di detenuti tra i 30 e i 40 anni che seguono lezioni di teoria e pratica per circa 8 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, ricevendo al termine un attestato firmato dall'agronomo Paolo Marin, docente titolare del progetto "Coltiviamo la libertà".

A sostenere questo importante corso vi è anche Gaia spa, la società che gestisce gli impianti di smaltimento dei rifiuti astigiani che nel 2013 ha fornito gratuitamente una ventina di tonnellate di compost prodotto nell'impianto di San Damiano attraverso il recupero dei rifiuti organici. L'ammendante è stato usato per concimare i terreni interni alle mura carcerarie.

«L'idea di usare il compost di Gaia è nata da esperienze professionali personali - ha spiegato Paolo Marin - in carcere lo usiamo come concimazione di impianto nelle superifici agricole destinate al frutteto sperimentale da circa un anno. Il suo grande apporto di sostanze organiche - spiega l'agronomo - consente una rapidissima riattivazione microbiologica del substrato con forte ristrutturazione del suolo agricolo».

Ma a chi vengono vendute le produzioni dell'orto del carcere? «Quest'anno abbiamo stretto un contratto commerciale con il gruppo Simply Diperdì di Quarto che acquista totalmente la nostra produzione - risponde ancora Marin - per destinarla ai propri punti vendita con un marchio etico. Tutto ciò che non può essere destinato alla vendita (per ragioni di colore, forma o dimensione) viene regalato alle mense sociali di Asti e al Comune per le buste di sostentamento destinate ad alcune famiglie astigiane indigenti».

Il frutteto del carcere è oggi nei primi 5 posti in Piemonte per quanto riguarda la categoria dei frutteti varietali ed è totalmente gestito da detenuti.
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