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Vini d’Italia 2027, ad Asti premiate le nuove generazioni del vino italiano

L’appuntamento alla Banca di Asti ha aperto ufficialmente il percorso che porterà alla presentazione nazionale della Guida Vini d’Italia 2027, in programma a Roma il 25 ottobre. A Castello di Uviglie il premio nazionale Giovani Produttori dell’Anno

Vini d’Italia 2027, ad Asti premiate le nuove generazioni del vino italiano

Il futuro del vino italiano è stato protagonista all’Auditorium di Banca di Asti, dove Gambero Rosso ha presentato in anteprima la nuova edizione della Guida Vini d’Italia 2027. L’incontro, presentato da Giuseppe Carrus, curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, ha avuto al centro le nuove generazioni del vino di Valle d’Aosta, Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto – regioni in cui è presente la Banca con le proprie filiali - con la premiazione dei giovani produttori segnalati dalla Guida nelle cinque regioni e l’assegnazione del riconoscimento nazionale Giovani Produttori dell’Anno.

 Il premio è stato conferito a Castello di Uviglie, storica realtà del Monferrato oggi guidata dai cugini Francesca e Davide Bonzano. Un riconoscimento che premia il percorso intrapreso dalla nuova generazione e un progetto capace di confrontarsi con una storia importante guardando al futuro, attraverso una precisa identità produttiva e un forte legame con il territorio. Per il secondo anno consecutivo, Gambero Rosso e Banca di Asti hanno scelto Asti per il primo appuntamento dedicato alla nuova edizione della Guida, che sarà presentata ufficialmente a Roma il prossimo 25 ottobre. Un incontro che assume un significato particolare nel quarantesimo anniversario di Gambero Rosso e di Vini d’Italia: quattro decenni nei quali il panorama vitivinicolo nazionale è cambiato profondamente, accompagnando la crescita qualitativa del vino italiano e una conoscenza sempre più approfondita dei suoi territori.

 Le nuove generazioni protagoniste

 Proprio il passaggio generazionale e il ruolo dei giovani sono stati tra i temi centrali della giornata. Banca di Asti, partner della Guida e sponsor del premio speciale Giovani Produttori dell’Anno, ha rinnovato il proprio sostegno a un riconoscimento nato per valorizzare chi sta contribuendo al rinnovamento del vino italiano. Sul palco sono saliti i giovani produttori premiati provenienti dalle cinque regioni in cui opera Banca di Asti. Storie e percorsi differenti: aziende familiari nelle quali le nuove generazioni hanno assunto un ruolo sempre più importante, ma anche realtà nate dall’iniziativa di giovani vignaioli che hanno scelto di investire direttamente sulla terra e sul vino. Esperienze accomunate dalla ricerca di una propria identità e dalla volontà di interpretare territori e vitigni con sensibilità contemporanea, senza rinunciare alla storia e alle tradizioni che li hanno preceduti. Il riconoscimento nazionale assegnato a Francesca e Davide Bonzano di Castello di Uviglie ha chiuso idealmente questo racconto. Nell’anno in cui Vini d’Italia celebra i suoi primi quarant’anni, il premio assume anche un valore simbolico: guardare al percorso compiuto dal vino italiano significa inevitabilmente interrogarsi su chi ne raccoglierà l’eredità e ne costruirà il prossimo capitolo.

 Il Piemonte tra grandi denominazioni e nuovi protagonisti

 L’anteprima di Asti è stata anche l’occasione per approfondire lo stato di salute del vino piemontese attraverso il confronto con i rappresentanti dei Consorzi regionali. Le degustazioni realizzate per Vini d’Italia 2027 restituiscono infatti l'immagine di una regione estremamente articolata. Accanto a Barolo e Barbaresco, che continuano a rappresentare alcune delle espressioni più importanti del nebbiolo, cresce l’attenzione verso territori, denominazioni e vitigni capaci di proporre identità sempre più precise. Dal Roero, con i suoi rossi e l’Arneis, all’Astigiano e al Monferrato, dove la Barbera continua a mostrare volti differenti; dai Colli Tortonesi, con il Timorasso ormai stabilmente al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, alla crescita dell’Alta Langa. Senza dimenticare il Pinerolose, Gavi, Caluso, Carema, Canavese e le diverse espressioni del nebbiolo dell’Alto Piemonte. Un mosaico che ha offerto lo spunto per affrontare temi decisivi per il futuro del settore: identità delle denominazioni, valorizzazione dei vitigni autoctoni, mercati e prospettive commerciali, fino proprio al ricambio generazionale.

 Da Asti verso la quarantesima edizione di Vini d’Italia

 L’appuntamento alla Banca di Asti ha aperto ufficialmente il percorso che porterà alla presentazione nazionale della Guida Vini d’Italia 2027, in programma a Roma il 25 ottobre. Quella di Asti non è stata soltanto un’anticipazione dei risultati della nuova Guida, ma un’occasione per mettere attorno allo stesso tavolo produttori, nuove generazioni e rappresentanti delle denominazioni, partendo da una delle regioni simbolo dell’enologia italiana per ragionare sulle trasformazioni in corso. A quarant’anni dalla nascita di Vini d’Italia, il primo racconto della nuova edizione parte dunque dai giovani. Da chi eredita aziende e vigneti, da chi avvia nuovi progetti e da chi prova a dare una propria interpretazione a territori dalla storia secolare

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