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Palio di Asti: in 21 al canapo, ma ecco chi sono i favoriti per il Drappo dopo la rinuncia di Tittia

Domenica la pista emetterà il suo verdetto, confermando o smentendo clamorosamente le previsioni della vigilia. Intanto stasera ci sarà la presentazione dei fantini

Palio di Asti: in 21 al canapo, ma ecco chi sono i favoriti per il Drappo dopo la rinuncia di Tittia

La partenza della finale del Palio dello scorso anno

La lunga attesa è finita. Domenica 6 settembre, in Piazza Alfieri, Asti vivrà con la consueta emozione e sentita partecipazione la corsa del Palio 2026. Saranno ventuno i Comitati a darsi battaglia, ognuno con la speranza, terminata la competizione, di poter esporre la propria bandiera dal balcone del Comune in segno di trionfo.

 L’annata paliesca 2026 è stata piuttosto movimentata e caratterizzata da polemiche che non hanno mancato di lasciare strascichi. Seppur un po’ a fatica si è arrivati al momento della verità. Ora la pista emetterà il suo verdetto, confermando o smentendo clamorosamente le previsioni della vigilia.

Intanto questa sera dalle 23 piazza San Secondo si animerà con la presentazione ufficiale dei fantini, uno dei momenti più spettacolari e intensi della vigilia paliesca.

 Le voci più insistenti che da tempo tengono banco indicano in Tanaro e San Pietro due accoppiate degne della massima considerazione per la conquista del Drappo. Il Borgo Tanaro si affiderà alle abili mani di Federico Arri, detto Ares, fantino astigiano che già due volte ha trionfato in Piazza Alfieri, mentre il Borgo San Pietro dopo un distacco durato tre anni tornerà a riporre le proprie chances di successo su Carlo Sanna, detto Brigante.

Nella dovuta considerazione, viste le loro indubbie potenzialità, vanno tenuti il Borgo San Lazzaro ed il Rione Santa Caterina. I gialloverdi hanno ridato fiducia a Giuseppe Zedde, detto Gingillo, una delle monte tecnicamente migliori dell’intero panorama paliesco. Sempre nel segno della continuità ha operato il Comitato rossoceleste, potendo contare su Adrian Topalli protagonista assoluto sulla pista astigiana negli ultimi anni con tutta una serie di brillanti piazzamenti al proprio attivo.

 Don Bosco, vincitore nel 2025, ha cambiato monta puntando su Michel Putzu, detto Spago, chiamato a raccogliere l’eredità del formidabile Giovanni Atzeni, detto Tittìa. Quest’ultimo, impossibilitato a montare ad Asti in seguito all’incidente occorsogli a Siena al termine del Palio dell’Assunta, avrebbe dovuto difendere quest’anno i colori di Nizza. Lo rimpiazzerà in giallorosso Gabriele Puligheddu, detto Granito, giovane fantino emergente che disporrà del mezzosangue Anacleto, vincitore lo scorso settembre.

 Dopo tutta una serie di piazze d’onore San Damiano punterà a migliorarsi, mettendo quindi nel mirino il traguardo massimo. Fantino sarà il confermato Federico Guglielmi, detto Tamurè.  Restando fuori dalle mura cittadine un occhio attento merita Moncalvo. In terra aleramica è approdato Gavino Sanna, una garanzia assoluta per gli appuntamenti palieschi.

 Possibile outsider per la vittoria il Rione San Paolo: Mattia Chiavassa, detto Tambani, porterà al canapo uno dei due soggetti di proprietà di Valter Pusceddu ingaggiati dalla dirigenza oro-rosso, entrambi in grado di far saltare il banco. Sia Dubbio sia Arraju, questi nomi dei due mezzosangue, posseggono infatti le carte in regola per primeggiare. Anche San Martino San Rocco coltiva ambizioni ad alta quota. Sarà il confermato Dino Pes, detto Velluto, a tentare di trasformare il sogno in realtà.

 Dopo la sfortunatissima parentesi dell’anno passato San Marzanotto offrirà un’ulteriore e meritata opportunità ad Alessio Migheli, detto Girolamo, mentre cambierà strada San Silvestro. Il Rione oro-argento farà debuttare in Piazza Alfieri Salvatore Nieddu, detto Lesto, atteso al canapo con grande curiosità.

 Sarà Antonio Mula, detto Shardana, ad indossare il giubbetto biancorosso di San Secondo. Una sterzata netta dopo la lunga parentesi con Valter Pusceddu. Ad Asti Mula ha già raggiunto una finale con i colori di Moncalvo, senza però disputarla in seguito ad un intervento della commissione veterinaria dopo la batteria.

Ad una settimana dalla corsa Santa Maria Nuova ha “smontato” Andrea Sanna, detto Virgola, rimpiazzandolo con Andrea Coghe, detto Tempesta. Per quest’ultimo si tratterà di un ritorno in rosazzurro. Coghe aveva difeso nel 2025 i colori della Cattedrale, Rione ove verrà rimpiazzato da Marco Bitti reduce da un triennio a San Pietro.

Dopo aver trionfato nel 2024 con Antonio Siri e Chimera da Clodia la Torretta ha rivolto le proprie attenzioni per la corsa di domenica prossima, 6 settembre, su Sebastiano Murtas, detto Grandine. Viatosto ha ridato fiducia a Jonatan Bartoletti, detto Scompiglio, voglioso di riscattare le ultime non esaltanti apparizioni in Piazza Alfieri.

 Baldichieri non interromperà il rapporto con Alessandro Cersosimo, Montechiaro punterà alla seconda finale consecutiva con Silvano Mulas, detto Voglia, Canelli terrà vivo il rapporto consolidato con Massimo Columbu, detto Veleno II, così come Castell’Alfero ripunterà nuovamente su Francesco Carìa, detto Tremendo.

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