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Assemblea annuale

Gli industriali astigiani: "Puntare su innovazione e internazionalizzazione"

La ricetta per lo sviluppo spiegata dal presidente Luigi Costa. Il numero uno nazionale Orsini: "Serve una vera politica industriale che guardi al lungo termine"

Gli industriali astigiani: "Puntare su innovazione e internazionalizzazione"

Il presidente Luigi Costa

«Il mondo sta cambiando davvero, negli equilibri geopolitici, nei mercati, nelle tecnologie, nelle catene del valore, nel lavoro. E queste trasformazioni entrano prepotentemente dentro le nostre aziende, nei costi dell'energia, nella disponibilità delle materie prime, nella tenuta dei mercati di sbocco, nella sicurezza degli approvvigionamenti»: parte da questa considerazione, aprendo l’Assemblea annuale, l’analisi di Luigi Costa, presidente degli industriali astigiani.

Di fronte ha una platea di colleghi che quando ogni mattina «tirando su» la saracinesca della propria azienda, dà un’occhiata al telefonino per capire se da qualche parte del mondo è spuntata una nuova tensione che blocca i mercati, alza i costi delle bollette o se sul «fronte interno» non ci sono novità che appesantiscono il già gravoso fardello burocratico-fiscale. In prima fila ci sono il presidente nazionale di Confindustria Emanuele Orsini, quello piemontese (l’astigiano) Andrea Amalberto, il prefetto Claudo Ventrice, i deputati Coppo e Giaccone, l’Ad di Banca di Asti Roberto Fiorini, il sindaco di Nizza Simone Nosenzo: l’assemblea è ospitata in una delle aziende associate, stavolta è la storica Cantina Bersano, con la Ceo Federica Massimelli (affiancata dalle sorelle Fulvia, Orietta e Paola) che accoglie gli ospiti.

Le sfide interne

«Negli ultimi anni abbiamo imparato, spesso a nostre spese - ha esordito Costa - che eventi apparentemente lontani possono cambiare le condizioni di lavoro di un'impresa. Capire gli scenari internazionali non è più un esercizio per analisti: è una competenza necessaria per chi guida un'impresa». Ma dopo la comprensione, serve l’azione. Costa entra nel merito: «Per le nostre imprese, internazionalizzarsi non è più un'opzione riservata alle grandi: è una strada che sempre più realtà, di dimensioni medie e piccole, stanno percorrendo con successo. Ma per farlo bene sono necessari strumenti, competenze e finanziamenti di cui non sempre tutte le aziende dispongono». Ma la competizione richiede anche di muoversi sul piano dell’innovazione: «Come Unione abbiamo voluto affrontare il tema in modo concreto, organizzando con UniAstiss e il suo presidente, Guido Saracco, un ciclo formativo sull'intelligenza artificiale generativa. Non teoria: spunti e strumenti pratici per capire come l'AI può migliorare la produttività in azienda». Sul fronte della formazione, c'è un altro investimento «su cui come Unione stiamo lavorando con convinzione: gli Its (Istituti Tecnici Superiori) formano figure altamente specializzate, molto richieste dalle aziende, con percorsi brevi e orientati al lavoro. Il problema è che ancora troppi studenti e famiglie, non li conoscono». Con un'esortazione che riprende direttamente dal presidente naszionale Orsini: "Basta fare il minimo indispensabile, occorre fare il massimo possibile".

Il sostegno al mercato

Al centro della mattinata la tavola rotonda «Internazionalizzazione: strumenti per il supporto alle imprese», che ha visto confrontarsi protagonisti del mondo imprenditoriale e delle principali realtà impegnate nel sostegno all’export e alla crescita internazionale delle aziende. Sono intervenuti Alberto Cirio (Arol), Federica Ingrosso (Simest), Enrica Delgrosso (Sace), Renato Goria (Alplast), Giorgia Garola e Stefano Nigro (CEIPiemonte).

La ricetta di Orsini

«Fiducia, coraggio, responsabilità»: ecco cosa deve mettere in campo oggi l’imprenditore italiano secondo Emanuele Orsini. Da soli non bastano però: «Serve una vera politica industriale che guardi al lungo termine - ha aggiunto - serve affrontare la questione energetica, una vera zavorra per noi nei confronti dei nostri competitor. E poi la leva fiscale, che incentivi le piccole imprese a mettersi insieme per affrontare il mercato globale».

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