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Roma chiede a Bruxelles di difendere le aziende dei «lamierini». La protesta era partita dalla Lagor di Cerro Tanaro

Il deputato Andrea Giaccone (Lega): Questa situazione è una grave minaccia per l’occupazione e per l’intera filiera strategica delle infrastrutture elettriche

La Lagor:  "L’Europa difenda l’industria dell’acciaio. La concorrenza sleale rischia di farci sparire"

L'assemblea sul piazzale dellaLagor a Cerro Tanaro

«In queste settimane a Bruxelles è stato raggiunto un accordo politico, in attesa di approvazione formale, sulla proposta di un nuovo regolamento dell'Unione europea sulla tutela dell'industria siderurgica dagli effetti negativi della sovraccapacità produttiva di acciaio. Il nuovo regolamento ha l'obiettivo di introdurre uno strumento strutturale in grado di proteggere il mercato siderurgico europeo dagli effetti della sovraccapacità globale e andrebbe a sostituire le attuali misure in scadenza il 30 giugno»: qualcosa si muove sul fronte della difesa delle industrie italiane della filiera dell’acciaio, dopo l’inedita protesta di poche settimane fa, quando una ventina di aziende in tutta Europa (nell’Astigiano la Lagor Srl di Cerro Tanaro) si fermarono «per un’ora per non doverci fermare per sempre». «Per noi - aveva spiegato Beatrice Finzi, responsabile vendite della azienda con 3 stabilimenti e 260 dipendenti - l’obbiettivo è difendere l’eccellenza, la competitività e la sopravvivenza della manifattura elettromeccanica del nostro continente, oggi minacciate da dinamiche globali insostenibili» si legge nel manifesto di presentazione».

Il ministro delle Imprese Adolfo Urso, rispondendo ad una interrogazione presentata dal deputato astigiano Andrea Giaccone (Lega) ha confermato le iniziative del governo in difesa del comparto.

La questione è che le aziende europee del settore dei «lamierini» (prodotti essenziali per la produzione di trasformatori elettrici) deve far fronte alla concorrenza di aziende extra europee che invadono il mercato con prodotti che costano il 50% in meno. Questo è possibile anche perché il lamierino è protetto da una serie di misure antidumping con dazi e prezzi minimi di importazione.

«Si tratta di una grave minaccia per l’occupazione e per l’intera filiera strategica delle infrastrutture elettriche, essenziale per la sicurezza energetica europea - sostiene il deputato leghista Andrea Giaccone - . Come Lega chiediamo al Governo di attivarsi con urgenza a Bruxelles per estendere subito le misure antidumping ai nuclei magnetici e ai trasformatori completi, rafforzare le norme antielusive. Il Green Deal così come concepito sta facendo perdere competitività alle nostre imprese rispetto a chi non rispetta le stesse regole ambientali».

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