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Intervento

Ebarnabo: "Si trovano i soldi per proteggere la prefettura e nulla si fa invece per il pronto soccorso dove le aggressioni sono reali"

Il Consigliere regionale sulla recente apertura di un posto di guardia in prefettura: " Se le risorse e il personale sono limitati, allora bisogna chiedersi dove servano davvero"

Ebarnabo: "Si trovano i soldi per proteggere la prefetura e nulla si fa invece per il pronto soccorso dove le aggressioni sono reali"

Nel tondo, il consigliere regionale Sergio Ebarnabo

La recente inaugurazione di un posto di guardia all’entrata della prefettura fa discutere. Ad intervenire è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Sergio Ebarnabo, con una presa di posizione netta: “prima si proteggono le persone, come i lavoratori del Pronto soccorso, poi i palazzi”.

 Afferma Ebarnabo: «Ad Asti abbiamo appena scoperto che per blindare la Prefettura si sono trovati 350 mila euro, vetri antiproiettile, 28 telecamere e un presidio fisso di polizia. Peccato che, quando chiediamo un presidio stabile delle Forze dell’Ordine al Pronto Soccorso del Cardinal Massaia, dove le aggressioni sono reali, ripetute e documentate, ci venga spesso risposto che mancano uomini, mezzi e risorse».

 «La questione non è mettere in discussione la sicurezza delle istituzioni — precisa Ebarnabo —. La Prefettura è un presidio dello Stato e merita rispetto. Ma proprio per questo il Prefetto dovrebbe essere il primo a dare il buon esempio nella definizione delle priorità. Se le risorse e il personale sono limitati, allora bisogna chiedersi dove servano davvero: davanti a un edificio istituzionale in cui non risultano, almeno a memoria recente, episodi di aggressione paragonabili, oppure dentro un Pronto Soccorso dove medici, infermieri, operatori sanitari e vigilanza privata sono stati più volte colpiti, minacciati e costretti a lavorare in condizioni di tensione permanente?».

 Ebarnabo richiama i dati sulle aggressioni al Pronto Soccorso di Asti: «Nel 2025 si registrano 46 aggressioni, di cui 5 fisiche. Nel 2026 siamo già a 9 aggressioni, di cui 2 fisiche. Questi non sono numeri astratti: sono persone che vanno a lavorare per curare i cittadini e finiscono per dover temere per la propria incolumità».

 Il consigliere regionale evidenzia poi la contraddizione emersa anche dalle dichiarazioni dei sindacati di Polizia: «Se davvero, come denunciano le rappresentanze sindacali, gli organici sono al collasso e non ci sono abbastanza agenti per presidiare il nuovo corpo di guardia della Prefettura, allora la domanda è inevitabile: perché impegnare uomini ogni giorno in un presidio statico davanti a un palazzo, mentre si continua a lasciare senza una presenza stabile dello Stato il luogo dove le aggressioni avvengono davvero?».

 «Non vorrei — aggiunge con ironia Ebarnabo — che ad Asti il luogo più protetto della provincia diventasse quello dove non succede nulla, mentre il luogo dove succede di tutto venga lasciato al telecontrollo, alle guardie giurate e alla buona volontà degli operatori sanitari. La sicurezza non si misura dal numero di telecamere inaugurate, ma dalla capacità dello Stato di essere presente dove i cittadini e i lavoratori sono realmente esposti al pericolo».

 Ebarnabo chiede quindi una rivalutazione immediata delle priorità operative: «Chiedo al Prefetto, alla Questura, all’ASL e al Ministero dell’Interno di affrontare con serietà questo tema. Il Pronto Soccorso del Cardinal Massaia deve avere un presidio fisso delle Forze dell’Ordine, almeno nelle fasce orarie e nei giorni più critici, con l’obiettivo di arrivare a una copertura stabile. Non è accettabile che si trovino risorse per blindare la Prefettura e non si riesca a garantire una divisa dello Stato dove ogni settimana rischiano medici e infermieri».

 «Il punto politico — conclude Ebarnabo — è semplice: prima si proteggono le persone, poi i palazzi. Prima chi cura, poi chi amministra. Prima i luoghi dove avvengono aggressioni vere, poi quelli dove si teme un rischio solo teorico. La sicurezza non può essere gestita con priorità rovesciate».

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