Memoria
11 Maggio 2026 16:47:00
Una donna che è stata capace di rivoluzionare il volto culturale e sociale di Asti, con uno sguardo proiettato al futuro costruendo opportunità concrete per la persone più fragili. Durante la conferenza stampa, questa mattina, è emerso il valore umano e sociale di Francesca Baggio, figura storica del volontariato e dell’impegno civile cittadino, ricordata attraverso testimonianze e racconti.
Il tutto racchiuso nel volume "Storie invisibili di donne incredibili - Una donna astigiana: Francesca Baggio", nato dalla collaborazione tra Inner Wheel Asti e Centro Italiano Femminile.
L'incontro ha ripercorso la vita di quella che, molti ad Asti ricordano ancora affettuosamente come "Totta" Baggio: una donna che, dal secondo dopoguerra in avanti, contribuì in modo determinante alla crescita sociale della città, lavorando al fianco di donne, bambini detenuti e famiglie in difficoltà.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Maurizio Rasero, ha definito Francesca Baggio «un colosso della società astigiana», ricordandone la capacità di intuire bisogni sociali molto prima che diventassero temi centrali nel dibattito pubblico. Ha inoltre sottolineato l’importanza di restituire spazio e memoria alle figure femminili del territorio anche attraverso l’odonomastica cittadina, come nel suo caso, a cui è stata intitolata una via nella nostra città.
Tra le iniziative più significative promosse dalla Baggio ci furono infatti la nascita dei consultori familiari, il sostegno alle donne dopo la legge Merlin che ha abolito la regolamentazione della prostituzione, l’attenzione per il mondo carcerario e la creazione di percorsi di formazione professionale pensati soprattutto per l’emancipazione femminile.
La presidente di Inner Wheel Asti, Giovanna Banchieri, ha spiegato come il libro raccolga le relazioni di un convegno organizzato nel 2022 e valorizzi il patrimonio custodito negli archivi del CIF, riordinati grazie a un progetto sostenuto dalla Fondazione Cr Asti.
Banchieri ha ricordato anche il prestigioso riconoscimento ricevuto nel 2025 a Roma, dove Francesca Baggio è stata inserita tra le venti biografie italiane più significative dedicate alle “donne delle istituzioni”.
Toccante anche l’intervento di Clelia Viazzi, che ha definito la Baggio una figura capace di segnare per trent’anni il cambiamento sociale della città, lanciando una riflessione ancora attuale: «Nella società di oggi, cosa farebbe Francesca Baggio?».
Attraverso un vero e proprio “tour della memoria” sono stati poi ripercorsi i luoghi simbolo del suo impegno: dalla sede del CIF in via Roero ai laboratori di cucito aperti nel dopoguerra per le ragazze orfane, fino alla scuola di arti e mestieri nata negli anni Cinquanta in Piazza Roma e diventata successivamente l’attuale Liceo Artistico Benedetto Alfieri.
Un altro capitolo fondamentale della sua attività fu la nascita del consultorio familiare, aperto nel 1975 in Piazza Roma e considerato uno dei primi esempi italiani di assistenza integrata alle donne, dal punto di vista sanitario ma anche psicologico e umano.
A ricordare quegli anni è stata anche l’ostetrica Dina Calosso, che ha raccontato l’approccio innovativo dell’ambulatorio, già attivo prima ancora della legge istitutiva dei consultori.
Nel corso dell’incontro è emersa anche l’attenzione della Baggio verso i bambini e le famiglie più povere, con la creazione di colonie estive, asili, doposcuola e corsi per adulti dedicati a igiene, agricoltura e attività artigianali. Tra i simboli di quella esperienza c’è il “cavallin”, il giocattolo di stoffa ideato nel 1946 e premiato a Firenze nel 1948, nato come strumento per raccogliere fondi e creare lavoro femminile.
A chiudere l’incontro sono state le testimonianze personali di chi l’ha conosciuta direttamente: dal ricordo della colonia di Margone come luogo di libertà e crescita, fino alle parole del nipote che ha raccontato come, ancora oggi, molti astigiani ricordino con affetto “zia China” per l’aiuto concreto ricevuto.
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