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10 Maggio 2013 16:37:11
Usa/ Figlia mostro Cleveland: E' il male, per me è come morto Angie Gregg a Cnn: "Nessuna comprensione"
New York, 10 mag. (TMNews) - Ariel Castro, il 52enne di Cleveland accusato di avere tenuto segregate e avere violentato tre ragazze per un decennio, "è il male assoluto, un criminale diabolico". Parole durissime quelle usate dalla figlia dell'uomo, Angie Gregg, in un'intervista all'emittente televisiva Cnn. "Per me è come se fosse morto", ha detto del padre, che potrebbe rischiare la pena di morte. "Lo conoscevo come un uomo amichevole, dotato e affettuoso", ha raccontato la figlia, che dice di non volerlo vedere mai più nella sua vita. "Non ci saranno visite né telefonate, non lo chiamerò mai più papà, non ci può essere comprensione per quest'uomo", ha detto ancora Gregg, che non riesce a capacitarsi di come il padre possa avere compiuto atti simili. L'uomo è stato incriminato formalmente ieri mattina, con una cauzione da 8 milioni di dollari, due milioni per ognuna delle sue vittime: le tre donne rapite e la bambina di sei anni nata da una di esse e cresciuta in cattività. "Quando ho saputo, avrei voluto morire, quell'orrore era successo sotto il mio naso", ha detto Gregg. Gregg ricorda un'infanzia tutto sommato felice e racconta che il padre non ha mai abusato di lei o delle sue sorelle. Tuttavia Castro picchiava la moglie, Grimilda Figueroa, accusata di "fare moine" ai vicini di casa. "Era molto geloso, quando litigavano volevo sparire sotto terra, l'ho visto picchiarla come se lei fosse un uomo", ha detto la figlia.Edicola Digitale
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