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08 Luglio 2014 17:39:00
Aveva accettato di raccontare i suoi ricordi al nostro giornale con la rubrica "A Spasso nel tempo". Ricordo bene la prima telefonata che gli feci, impacciata e timorosa che mi dicesse che
Aveva accettato di raccontare i suoi ricordi al nostro giornale con la rubrica "A Spasso nel tempo". Ricordo bene la prima telefonata che gli feci, impacciata e timorosa che mi dicesse che non aveva nessuna voglia di raccontare i suoi ricordi a un'emerita sconosciuta. Gli raccontai d'un fiato cosa avevo in mente, un flusso di informazioni che ascoltò in un silenzio muto, preludio del mio stupore quando d'istinto mi rispose: "Sì, l'idea mi piace, ma smettila subito di darmi del lei." Da quel momento mi stupì continuamente. Mi stupì quando con sua moglie Roberta mi accolse in casa sua, mi stupì di nuovo quando mi raccontò entusiasta i ricordi della sua vita legati alla città e a cui teneva di più e mi stupì ancora quando capii che leggeva ciò che gli scrivevo con estrema attenzione. Mi fu subito chiaro che Giorgio possedeva un talento particolare, quello di riuscire a farti "vedere" ciò che raccontava. Seduta accanto a lui, mentre lo ascoltavo, mi sembrava che le sue parole si trasformassero in matite che disegnavano una situazione, un momento, un dettaglio conferendo colore e al contempo eternità ai suoi ricordi.Edicola Digitale
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