Un vespaio. Veementi, a tratti durissime e senza esitazioni, le reazioni alla proposta della Commissione Europea contenuta nel “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei”; il consumo di vino, in sintesi, nuocerebbe gravemente alla salute.
Cori di protesta si sono levati da nord a sud dell’Italia, riprese nei principali Paesi produttori. In una nota congiunta gli assessori all’agricoltura di Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli hanno fatto fronte comune dopo l’annuncio dei contenuti del piano predisposto dalla Direzione generale per la sicurezza alimentare per la lotta al cancro ( Europe's Beating Cancer Plan), contenente alcune indicazioni che, dicono gli assessori, "hanno dell'incredibile". A reagire anche i produttori, preoccupati per il futuro in un quadro già fortemente penalizzato dalla pandemia.
"Il consumo moderato e consapevole del vino, che fa parte delle tradizioni e dello stile di vita degli europei, sarebbe quindi assimilato all'abuso di alcol e di superalcolici – dicono gli assessori Giuseppe Pan, Fabio Rolfi, Marco Protopapa e Stefano Zannier -. Rileviamo come tutto ciò si ponga in antitesi con quanto la comunità scientifica ha più volte affermato, riconoscendo al vino importanti ricadute positive sulla salute sia per i benefici apportati da piccole quantità di alcol sia per gli altri componenti di questa bevanda, tra i quali diversi antiossidanti sicuramente “amici” della nostra salute. Le conseguenze per uno dei settori più importanti dell'agricoltura italiana ed europea sarebbero devastanti: le politiche di sviluppo che da sempre accompagnano il settore sarebbero infatti messe pesantemente in discussione e tutto ciò sarebbe addirittura accompagnato dall'invito a riportare sulle etichette immagini e scritte che oggi siamo abituati a vedere sui pacchetti di sigarette".
Per i rappresentanti regionali le rassicurazioni che la vicepresidente della Commissione Ue, Margaritis Schinas si è affrettata a rilasciare, seppur incoraggianti, non sono però sufficienti ad eliminare le preoccupazioni in ordine ad un'iniziativa dettata dalla disinformazione degli uffici di Bruxelles che va censurata con decisione.
"Ci adopereremo pertanto in tutte le sedi competenti, sia a livello nazionale sia a livello comunitario, per evitare che tutto ciò si traduca in un disastro annunciato", assicurano.
Per Flavio Scagliola, vicepresidente del Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti Docg, "occorre educare il consumatore ad avvicinarsi sempre di più alla dieta mediterranea, internazionalmente riconosciuta come la più equilibrata, che contiene anche l’indicazione del consumo del vino. In ogni caso si sta trattando a livello europeo per scongiurare questa nefasta ipotesi che, per i produttori, sarebbe un danno enorme".
Commentascrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti