Esposizione
26 Settembre 2026 08:55:00
Un percorso alla scoperta dal mondo della scuola e dell’apprendimento tra il tardo Medioevo e gli inizi dell’Età moderna. Ovvero, quando l’istruzione era affidata a scuole ecclesiastiche, private e comunali, queste ultime caratterizzate da una grande espansione a partire dal Trecento.
E’ quanto propone la mostra “A scuola con gli antichi - La costruzione del sapere tra Medioevo ed Età moderna”, inaugurata ieri sera (venerdì) nel refettorio del seminario vescovile di Asti.
Organizzata dalla biblioteca del seminario vescovile in occasione dei 25 anni di riapertura al pubblico, inserita tra le iniziative delle Giornate europee del patrimonio, è stata curata da Debora Ferro e Daniela Nebiolo.
«Questa esposizione - ha spiegato Debora Ferro - è volta a celebrare l’anno in cui la biblioteca è tornata ad essere uno spazio di incontro, ricerca, studio. Va anche ricordato che il tema scelto è legato alla natura della biblioteca stessa, nata nel 1730 a servizio del seminario, luogo di istruzione delle nuove generazioni, e rappresenta un omaggio al rapporto fecondo che abbiamo con il mondo della scuola».
Debora Ferro illustra il percorso espositivo
Ad entrare nel merito della mostra e della selezione dei volumi esposti Daniela Nebiolo. «In genere - ha sottolineato - conosciamo il mondo della scuola dal lato dell’insegnamento. In questo caso, invece, proponiamo una testimonianza dell’apprendimento da parte degli alunni, proponendo ad esempio libri e quaderni degli scolari, con note di possesso e annotazioni personali. Non parliamo di volumi preziosi, ma di testimonianze interessanti per capire l’evoluzione dell’apprendimento, quindi nel solco della microstoria, un concetto tanto amato da Renato Bordone, già presidente della Società di Studi Astesi di cui facciamo parte, secondo cui la storia minore è un tassello per ricostruire la Storia».
Il percorso parte dal Quaderno di Masio, restaurato l’anno scorso dalla Società di Studi Astesi. «E’ un quaderno che risale ai primi anni del Quattrocento, conservato in precedenza nella chiesa di San Secondo. Titolato dal professor Gian Giacomo Fissore, che lo ha salvato dall’anonimato, è un piccolo quaderno scolastico manoscritto per lo svolgimento degli esercizi, nell’ambito dei quali sono citate numerose località tra Asti e Alessandria (da cui il riferimento a Masio). Un documento rarissimo, considerando che è cartaceo e non è un volume prezioso».

In mostra, divisi in sei sezioni, si possono ammirare incunaboli, edizioni cinquecentesche, manuali didattici, grammatiche, lessici e testi pedagogici che per secoli hanno accompagnato la formazione di studenti, maestri ed ecclesiastici. Emerge, ad esempio, che la grammatica non era considerata meramente una disciplina linguistica, ma il cardine dell’intero sistema formativo: uno strumento per educare l’intelletto, disciplinare il linguaggio e trasmettere valori morali e religiosi.
A rendere particolarmente preziosi i volumi sono anche le numerose tracce lasciate dai loro utilizzatori: note manoscritte, correzioni, annotazioni marginali, firme di possesso ed ex libris che restituiscono una testimonianza viva delle pratiche di studio e insegnamento.
La mostra resterà aperta fino al 18 ottobre il venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 19. Per le scuole sono possibili visite guidate su prenotazione dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13. Previsti due laboratori didattici rivolti alle scuole secondarie.
Per informazioni: 351 9861487.
Photogallery a cura di Mariagrazia Billi
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