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Esposizione

Inaugurata la mostra che offre uno spaccato della vita quotidiana degli astigiani nel 1946 [FOTO]

Visitabile fino al 20 novembre all'Archivio di Stato, è stata realizzata insieme all'Israt - Fasano: "Incentrata sulle elezioni di quell'anno, ma anche sui problemi economici e sul desiderio di tornare alla normalità"

“1946. Luci e ombre della rinascita”. E’ il titolo della mostra inaugurata ieri (venerdì) all’Archivio di Stato, realizzata in collaborazione con l’Israt (Istituto per la storia della Resistenza).
L’esposizione, parte del progetto quadriennale portato avanti dai due istituti, ha lo scopo di raccontare cosa ha rappresentato il 1946 per la popolazione astigiana, tra eventi politici che hanno segnato la vita del Paese e una quotidianità che faticava a tornare alla normalità.
Ad illustrare il progetto, in occasione del taglio del nastro, Claudia Molino e Carlotta Benedetti dell’Archivio di Stato, accanto a Nicoletta Fasano, direttrice scientifica dell’Israt.

Il progetto

«E’ la seconda mostra che organizziamo con l’Archivio di Stato - ha annotato Fasano - dopo quella dell’anno scorso dedicata all’80esimo anniversario della Liberazione. Questa volta ci siamo concentrati sul 1946: anno delle elezioni, non solo per il Referendum e l’Assemblea costituente, ma a che a livello amministrativo, quando le comunità cominciano a prendersi cura dei propri territori e per la prima volta votano le donne».

I temi affrontati dalla mostra, in cui sono esposti documenti originali conservati da entrambi gli enti (oltre a quelli forniti dalla famiglia di Felice Platone, uno dei sei astigiani che prese parte alla Costituente), toccano sia gli aspetti legati alle elezioni sia, e con particolare riguardo, i numerosi problemi della vita quotidiana.
«Abbiamo voluto dare spazio - ha continuato Fasano - al malcontento dei reduci e dei partigiani che non trovano un riconoscimento ufficiale, alle proteste, alla disoccupazione dovuta principalmente alla scarsità di materie prime, ma anche al tentativo della popolazione di tornare lentamente alla normalità».

I documenti

Si possono quindi ammirare documenti, manifesti, lettere, articoli di giornale che ricostruiscono quel difficile anno. Ad esempio la lettera firmata da un ex internato civile di guerra, deportato in un lager, che scriveva al Prefetto per avere garanzia del sussidio economico, segnalando anche che da lì a breve sarebbe emigrato negli Stati Uniti. O ancora, il documento dell’Unione industriali che riporta la richiesta di deroga alla norma sull’assorbimento di reduci, ex partigiani ed ex internati da parte della fabbrica Saffa. E il documento di segnalazione dei carabinieri di Villanova di proteste contro gli ammassi dei cereali.
Parimenti, sono esposti manifesti che testimoniano il desiderio di tempo libero e divertimento, come l’elenco dei film trasmessi nei cinema cittadini o la locandina della prima Coppa Asti Spumante, circuito automobilistico corso in città che vide come protagonista Tazio Nuvolari.
«E’ un percorso che richiede attenzione e silenzio, rivolto a tutti gli interessati e agli studenti», ha precisato Fasano.
D'accordo Carlotta Benedetti, che ha poi ricordato la presenza all'ingresso di uno schermo multimediale con alcuni video sul 1946 tratti dall’archivio dell’Istituto Luce, approfondimenti sui sei astigiani eletti alla Costituente e giochi interattivi sul tema della mostra.

Orari e visite

L’esposizione, ad ingresso gratuito, è visitabile fino al 20 novembre dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, con possibilità di visite guidate su prenotazione per singoli e gruppi.
Per informazioni e prenotazioni: as-at@cultura.gov.it, 0141 531229.

Photogallery a cura di Mariagrazia Billi

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