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Arte e cultura

Al castello di Costigliole la visita di Sgarbi e la figura di Emilia Cardona, moglie e "ultima musa" di Boldini

Ha respirato l’atmosfera della mostra “Giovanni Boldini e il mito della Belle Époque” che si è inaugurata venerdì scorso a Palazzo Mazzetti, ad Asti, il castello di Costigliole d'Asti nel fine settimana. Due momenti hanno rappresentato una grande occasione per il paese: grazie alla Fondazione Asti Musei e al suo presidente Mario Sacco, nel pomeriggio di venerdì scorso ha fatto visita al castello Vittorio Sgarbi, Sottosegretario alla Cultura e tra i maggiori conoscitori dell’arte; e sabato mattina una conferenza sull’artista e sulla moglie costigliolese Emilia Cardona tenuta da Tiziano Panconi, curatore scientifico della mostra astigiana e il maggiore esperto in Italia di Boldini. «Vittorio Sgarbi è stato positivamente colpito dalle sale del castello e per Costigliole ricevere la sua visita è stato un momento di grande importanza - ha detto il sindaco di Costigliole Enrico Cavallero - Così come la presenza di Panconi qui a parlare di Boldini e della nostra concittadina Emilia Cardona. Devo quindi ringraziare Mario Sacco per il lavoro che porta avanti e l’attenzione che ha riservato a Costigliole». Ad accompagnare Sgarbi nella visita, anche gli amministratori comunali, Mario Sacco, l’assessore alla cultura di Asti Paride Candelaresi e don Paolo Prunotto, profondo conoscitore della storia costigliolese. «Un magnifico castello e un contesto inaspettato per parlare di Boldini e della straordinaria figura di Emilia Cardona», ha esordito Panconi di fronte al numeroso pubblico presente nel salone delle feste del castello. Ha ripercorso il legame che unì la Cardona a Boldini, dal momento in cui si conobbero, a Parigi, lei giornalista della Gazzetta del Popolo di Torino e lui ormai anziano artista, ritiratosi da tempo in solitudine. Emilia Cardona nacque a Costigliole, nel centro storico, il 17 dicembre 1899: «Una donna molto emancipata, di notevole cultura e una grandissima scrittrice: tratti che le consentirono di avvicinare un genio come Boldini, che da lei si sentiva capito, aveva piacere della sua compagnia e sposò nel 1929 designandola sua erede universale - ha detto Panconi - Una donna che dedicò la sua intera vita al ricordo di Boldini e a valorizzare e promuovere le sue opere. Questo è tra i grandi meriti di una donna eccezionale, la cui figura vale la pena approfondire». «Siamo uniti alla Cardona da una lontana parentela e in famiglia abbiamo sempre sentito parlare di Emilia e delle iniziative a cui dava vita; e ricordo di averla incontrata in un’occasione qui a Costigliole», ha raccontato Anna Bianco, costigliolese e tra le anime del Lions Club Costigliole. E ospite dei soci del Lions Club sarà nei prossimi giorni il giornalista astigiano Carlo Cerrato, che sta dedicando le sue ricerche proprio a Emilia Cardona. Presente all’incontro costigliolese, ha offerto alcuni spunti su di lei: «Proveniente da una famiglia della media borghesia, compì gli studi magistrali, poi l’Università a Torino. A 21 anni pubblicò il suo primo romanzo con Paravia. Una figura straordinaria che merita grande attenzione».
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