Manifestazione
07 Settembre 2026 09:17:00
È stato un Palio, quello appena concluso, dai grandi numeri a cominciare dalle circa 6.000 persone che hanno assistito alla corsa fino alle ripetizioni di partenze false dal canapo, dalle code infinite per entrare nel catino o per prendere una bottiglietta d’acqua fino a quelle davanti ai bagni chimici. La giornata caldissima, non ha comunque fatto desistere il pubblico nemmeno dall’assieparsi lungo il percorso della sfilata per applaudire e ammirare le varie scene e rievocazioni storiche proposte dai ventuno Rioni, Borghi e Comuni presenti che, con attenzione e cura per ogni dettaglio, hanno ricreato in modo suggestivo “quadri” ispirati alla storia medievale astigiana. Molti con un ombrello aperto in cerca di ombra, tutti o quasi con un ventaglio in mano, hanno ammirato i personaggi tornati da un tempo remoto.
«È la prima volta che vedo il Palio – ha affermato in un italiano stentato Nigel, turista inglese – e sono molto sorpreso e contento». Intanto, da piazza Cattedrale, autorità, tamburini, chiarine e sbandieratori si preparano, insieme al Capitano del Palio, Giuseppe Vertucci e al suo Gruppo, ad aprire il corteo; sono le 13,45, circa. «La temperatura è impegnativa – ha ironizzato Gipo Viarengo, del gruppo A.S.T.A. – ma confidiamo in un po' di aria ristoratrice». Evocativo il corteo del Borgo Santa Maria Nuova: «Nel Medioevo, ogni pensiero poteva essere tradotto in una figura. – ha spiegato Franco Chierici, direttore artistico – Sui nostri carri abbiamo così ricreato le virtù cardinali, o la figura allegorica del “Tempo” o Melusina, Venere e Morgana, protagoniste dei poemi cavallereschi». «I tamburini e le chiarine emozionano sempre», commenta quasi commossa una signora del pubblico, intanto scene popolari come quella delle guaritrici del Comune di Baldichieri, animano le vie.
«L’accuratezza della sfilata storica si è basata su ricerche che ci hanno sorpreso – ha rivelato invece Samantha Panza, rettrice del Rione San Silvestro – infatti tutto ciò che era il “jeau de paume”, cioè il gioco della palla e quindi anche l’origine del tennis e, addirittura del padel, è legato alla storia dei Visconti d’Orleans, Signori di Asti; nella sfilata in corso, con l’aiuto di storici, abbiamo così ricostruito fedelmente gli attrezzi sportivi dell’epoca medieval». Visto il tema del Rione San Silvestro, una curiosità è che tra gli sfilanti erano celati, sotto abiti dell’epoca, atleti sportivi di fama nazionale. Il corteo si è quindi snodato da via Caracciolo fino a via Garibaldi per entrare quindi in piazza Alfieri tra l’entusiasmo della folla. A chiudere la sfilata è stato il tradizionale Carroccio trainato da tre coppie di buoi. Indispensabile, infine, per la perfetta riuscita della giornata il servizio di sicurezza e l’assistenza di personale sanitario.
«Siamo presenti, con circa 80 volontari e due ambulanze, – ha sottolineato Roberto Argenta, della Croce Verde – sia lungo la sfilata sia in piazza Alfieri; con noi ci sono anche altrettanti volontari della Croce Rossa poi, come gli altri anni, la Croce Verde di Siena, di Montemagno e le consorelle della zona di Cuneo». Una rete fondamentale visti i numerosi interventi di quest’anno dovuti soprattutto al caldo: «Mai così tanti – ha infatti dichiarato l’avvocato Nica Demetrio, presidente Croce Verde Asti – a fine giornata abbiamo registrato tre persone ospedalizzate, ventuno trattate e rilasciate, trentaquattro visitate e rilasciate con firma di rifiuto».
Monica Jarre
[foto Billi, Ago e Jarre]
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