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In via Fenoglio il grido di rabbia dei residenti delle case Atc: «Siamo abbandonati a noi stessi» [FOTOGALLERY]

Tra buche nel cortile, infiltrazioni d'acqua, barriere architettoniche e cornicioni pericolanti le famiglie attendono risposte che non arrivano restando sempre più in balia degli eventi. Oggi il sopralluogo di "Città Amica"

È un quadro di degrado, pericoli e senso di abbandono insostenibile quello che emerge dal sopralluogo effettuato questa mattina nei complessi di edilizia pubblica dell'Atc in via Fenoglio, ai civici 1, 3 e 5 (dove l'Atc è proprietaria di numerosi alloggi, ma ci sono anche proprietari privati). Le palazzine, costruite ormai oltre 50 anni fa, ospitano decine di famiglie che ogni giorno convivono con carenze strutturali sia interne sia esterne. Nonostante le continue e ripetute segnalazioni inviate all'amministratore condominiale e all'Atc, i residenti denunciano di essere stati lasciati soli e senza risposte concrete. Per far sentire la loro voce hanno chiesto l’intervento dei rappresentati della lista civica “Città Amica” e dei giornalisti.

Cortile trappola, un residente all’ospedale e l'asfalto sgretolato

Il cortile comune del complesso è stato a lungo una vera e propria insidia per l'incolumità dei residenti (e per gli ammortizzatori delle loro auto) a causa delle numerose buche presenti e al suo deterioramento provocato, tra le altre cose, da pezzi di ferro che spuntavano dall’asfalto. Buche che, il 29 luglio, hanno provocato la caduta di uno degli inquilini trasportato in ospedale da cui è uscito con una prognosi di 30 giorni. Ma non si tratta di un episodio isolato: in passato un altro condomino si sarebbe rotto un braccio e un bambino ha rischiato di ferirsi gravemente a una gamba. Tutto questo fino a oggi.

C’è qualcosa, infatti, che lascia l’amaro in bocca. La lista civica "Città Amica" (rappresentata sul posto da Mauro Cuniberti e Maurizio Galosso cui fanno parte anche Pier Paolo Novara, Francesco Citino e Roberto Marmo) aveva annunciato il sopralluogo di questa mattina con un comunicato stampa diffuso il 3 agosto. Ebbene, per una curiosa combinazione, proprio questa mattina sono arrivati nel cortile due operai inviati a tappare i buchi nell'asfalto. Un tempismo evidenziato dai residenti che l'hanno accolto con rabbia e sdegno, definendolo una vera e propria beffa. «Oggi che arrivano i giornalisti vengono a chiudere le buche, ma se non avessimo sollevato il caso tramite Città Amica non sarebbe successo nulla» commentano i condomini.

L'emergenza barriere architettoniche e parcheggi negati ai disabili

Un'altra criticità raccontata dagli inquilini riguarda l'accessibilità dei palazzi. All'ingresso di uno dei civici vive un uomo costretto sulla sedia a rotelle che, di fatto, si trova prigioniero in casa se non ha qualcuno pronto a reggerlo per uscire dallo stabile. La presenza di gradini all'ingresso e l'assenza di rampe per disabili, salvo in uno dei tre palazzi, gli impediscono qualsiasi movimento autonomo. A questa situazione si aggiunge l'assenza di parcheggi riservati ai disabili nel cortile, una negazione definita «come un atto di inciviltà».

Infiltrazioni all'ultimo piano e soffitti che "perdono" acqua

I problemi non si fermano all'esterno. Salendo all'ultimo piano di uno degli stabili, proprio sotto il tetto, la situazione si fa critica. Uno degli inquilini ci mostra soffitti e pareti deturpati da costanti infiltrazioni d'acqua e umidità che si ripresentano a ogni pioggia. «L'acqua si infiltra dentro e gocciola anche sul letto dove dorme mio figlio» racconta esasperato il residente mostrando i video di quello che succede quando piove forte. Nonostante le pareti vengano tinteggiate, l'intonaco continua a sbriciolarsi a causa dell'acqua che, inesorabile, trova il modo di passare sfaldando parte del manufatto esterno.

Porte e finestre inutilizzabili, la realtà all'interno degli alloggi

All'interno di un altro alloggio, le condizioni strutturali non sono meno precarie. Molte delle porte sono completamente rotte o del tutto assenti, sostituite da tende o fogli di plastica per cercare di trattenere il freddo durante l'inverno. Le tapparelle e le serrande sono bloccate, imbarcate o inutilizzabili. In un’assegnazione, in regime di "emergenza abitativa" avvenuta cinque anni fa, ci sarebbe stata la consegna di una casa in cui mancavano dei vetri alle finestre, costringendo l’assegnatario a tappare gli infissi con dei cartoni.

Garage inagibili e uno scooter danneggiato

In un altro dei tre palazzi la situazione è critica fin dall'ingresso. Il 22 maggio si è reso necessario installare un'impalcatura di sicurezza a seguito del distacco di pesanti pezzi di intonaco da uno dei balconi superiori. Altri calcinacci sono caduti direttamente sulla rampa d'accesso ai garage, ora dichiarati inagibili. Molti di questi pezzi sono ancora visibili a terra, ma un crollo avvenuto solo pochi giorni fa ha danneggiato lo scooter di un inquilino che era stato parcheggiato nel cortile.

Diversi balconi presentano ferri a vista e crepe strutturali a tal punto che c’è chi ritiene pericoloso anche solo affacciarsi. Ma sono tanti i problemi denunciati dagli inquilini che attendono di essere risolti e che, dopo un'attenta mappatura, dovrebbero essere inseriti in un cronoprogramma di lavori straordinari. «Paghiamo l'affitto, ma ci sono lavori che spettano all'Atc e non certo a noi inquilini - aggiungono i residenti delle case popolari - Non è possibile continuare a vivere in questo modo e ora chiediamo che si facciano i lavori e si risolvano tutti i problemi».

La richiesta unanime delle famiglie rimane quindi una sola: un piano straordinario e immediato di messa in sicurezza e manutenzione di tutti e tre gli stabili, prima che la situazione degeneri ulteriormente. «Certo è curioso che arriviamo oggi e le buche vengono coperte, forse perché i giornalisti sono venuti a fare un servizio - conclude Cuniberti di Città Amica - Questo doveva essere fatto molto prima perché le buche ci sono da tempo e i problemi irrisolti sono davvero troppi».

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