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Le forti raffiche di vento non fermano l'Asti Pride, il corteo arcobaleno ha attraversato il centro per rivendicare più diritti e rispetto per la comunità Lgbtqi+ [FOTOGALLERY e VIDEO]

Ovazioni per la cantante BigMama, madrina di questa edizione: «Oggi per me è stata una giornata bellissima, qui mi sono sentita a casa»

Asti si è tinta oggi di tutti i colori dell'arcobaleno per l'edizione 2026 del Pride, un evento che ha trasformato questo angolo del Piemonte in un palcoscenico di libertà e rivendicazioni sociali. Sotto lo slogan “Diritti alla felicità”, oltre duemila persone hanno sfilato per ribadire che la felicità non deve essere un privilegio per pochi, ma un diritto universale legato alla libertà di essere se stessi senza timori.

La parata, partita alle 17 da corso alla Vittoria, ha attraversato le vie principali della città in un’atmosfera di festa e partecipazione. Tuttavia, un repentino cambio nel meteo, ha rischiato di compromettere la manifestazione. Mentre il corteo giungeva in piazza Marconi, all’angolo con corso Matteotti, un improvviso e violento mulinello di vento si è abbattuto sulla folla. La stessa raffica, che ha causato la caduta di alcuni alberi nella vicina piazza del Palio, ha costretto i carri e i partecipanti a fermarsi per qualche minuto. Tra il turbinio di polvere e la forza delle raffiche, si è temuto che l'evento dovesse essere interrotto per motivi di sicurezza. Ma la determinazione del Pride ha avuto la meglio: dopo pochi minuti, una volta passata l'ondata di maltempo, la musica ha ridato lo slancio al corteo e il Pride ha ripreso con vigore la sua marcia come da programma, raggiungendo piazza San Secondo dopo aver attraversato corso Matteotti, via Grassi, via Brofferio e via Cavour.

Le voci dei protagonisti sul palco

Ad accogliere la folla in una piazza San Secondo gremita, è stata la presidente di Asti Pride, Chiara Dalla Longa, visibilmente commossa: «Sono molto emozionata di vedervi qui nel cuore di Asti, la città in cui tanti di noi sono nati e cresciuti. Finalmente siamo qui». Dalla Longa ha voluto sottolineare l'immenso sforzo organizzativo dietro l'evento: «Quello che avete vissuto oggi è il risultato di sei mesi di lavoro, incontri ad orari veramente improbabili e molto tempo libero dedicato ad incastrare tutti gli ingranaggi di questa complessa macchina».

Successivamente, l'attivista Patrizio Onori ha tenuto un discorso di profondo respiro politico e sociale, definendo la piazza come un baluardo democratico: «Questa non è soltanto la piazza della comunità Lgbtqi+, è la piazza della democrazia perché una democrazia non si misura da chi protegge se protegge il più forte, si misura da come tutela chi rischia di essere marginalizzato». E ancora: «La felicità nasce quando ogni persona può vivere liberamente la propria vita, amare senza paure, costruire una famiglia. Per questo noi non chiediamo privilegi, chiediamo semplicemente che la promessa contenuta nella nostra Costituzione diventi finalmente realtà».

Onori ha poi toccato temi dolorosi, citando la tragedia di Mirko Moriconi e di sua madre Kety Andreoni, riportando le stesse parole di Mirko: «'Brutto pensare che un padre ti preferisca morto che gay'. Quelle parole ci ricordano che il rifiuto non nasce in un istante, nasce quando una persona cresce pensando di essere sbagliata». Ha infine rivolto un appello diretto all'amministrazione locale, chiedendo con forza l'adesione alla rete Re.a.dy e un cambiamento politico per la città in vista delle prossime elezioni. «Continueremo a chiedere con forza l'introduzione dell'educazione affettiva e sessuale nelle scuole, - ha poi aggiunto - non per riporre idee, ma per insegnare il rispetto, il consenso e la responsabilità, perché nessuno nasce odiando una persona. L'odio si impara e se si può imparare l'odio si può e si deve insegnare il rispetto».

Il ricordo di Cristian, morto suicida in carcere

Anche l'attivista e consigliera comunale Vittoria Briccarello ha scosso la piazza con un intervento critico verso i valori tradizionali imposti, partendo dallo slogan "Dio, Patria e Famiglia": «Qual è quella famiglia che allontana le sue figlie e i suoi figli, che non le riconosce degne di vivere al punto da arrivare ad annientarle, a ucciderle, a fucilarle? - ha detto - Qual è quella famiglia che non riconosce al pari di sé stessa le altre forme di famiglia e di affetto? Che non riconosce alle coppie omogenitoriali il matrimonio egualitario?». Ha poi commemorato gli amici persi, chi soffre nelle carceri e, in particolare, «il nostro amico Christian che è morto suicida in a pochi chilometri da noi nel carcere di Asti». Per poi concludere: «Oggi Dio, grazie a tutti noi, è transfemminista».

L'appello di BigMama ai genitori: «Vi prego, ascoltate i vostri figli»

Il momento più atteso è stato l'intervento della madrina, la rapper BigMama, che ha descritto l'evento come uno dei più intensi della sua carriera: «Oggi per me è stata una giornata bellissima, forse uno dei Pride più caldi e non a livello di calore, ma più caldi che io abbia mai vissuto nella mia vita. Spero di essere stata all'altezza di questa città. Spero di essere stata all'altezza delle vostre personalità perché è stato davvero bellissimo. Mi sono sentita a casa e questo è un potere che il Pride con me ha sempre. Tra l'altro mi avete riempito di regalini, quindi vi ringrazio davvero di cuore e ricordate che la nostra è sempre una rivoluzione, anche a chi fa finta che non lo sia».

La cantante ha poi voluto ricordare tutti coloro che soffrono e che vedono calpestati i loro diritti. «Il mio pensiero va sicuramente a tutte le minoranze che vivono in questo mondo, soprattutto minoranze che in questo momento scandiscono il tempo con le bombe, non più con i giorni, con le feste, con gli avvenimenti. Come dirò sempre: Palestina libera sempre». BigMama ha poi ringraziato i suoi genitori per il supporto che le hanno sempre dato, lanciando poi un appello a tutti i genitori. «I vostri figli vanno ascoltati, a volte hanno paura di parlare, a volte si nascondono. Non è facile essere una persona che viene considerata diversa solo perché ama qualcuno, solo perché è nata in un determinato modo. Quindi vi prego di essere vicini ai vostri figli sempre - ha aggiunto - Io ci provo con la mia musica, ci provo le mie parole, ma il lavoro più grande lo dovete fare voi. Parlo alle maestre, ai professori, agli educatori e ai genitori. Vi prego, i bambini hanno bisogno di essere informati sul fatto che nella vita possono scegliere chi vogliono essere, tranne che fascisti».

Un messaggio che ha scatenato gli applausi della piazza, suggellando una giornata in cui Asti ha dimostrato l'odio e il disprezzo possono rallentare, ma non fermare il cammino dei diritti e dell'uguaglianza tra tutti al di là degli orientamenti sessuali.

[foto Billi]

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