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Manifestazione
15 Maggio 2026 18:12:00
Una chitarra e le voci dei partecipanti. Musica e parole di canzoni che parlano di pace e fratellanza, come “Imagine” e “Generale”, hanno accompagnato stamattina (venerdì) la marcia che si è svolta nel centro cittadino, in occasione della tappa astigiana del Giro dell’Italia per la pace, organizzato dal coordinamento nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani, che sta attraversando il Paese.
La tappa astigiana, nello specifico, è stata promossa dal Comune di Asti, dal Servizio civile universale, dalla rete Welcoming e dall'Informagiovani.
In apertura il seminario al Polo universitario, che ha visto gli interventi dei rappresentanti di alcune delle associazioni che fanno parte della rete Welcoming e di volontari del Servizio civile.
A parlare anche Maurizio Ghiberti, che lo scorso settembre ha prestato "le gambe" al progetto "Ci vado di corsa", organizzato insieme alla rete Welcoming. Ha infatti percorso a piedi i 600 chilometri che separano San Damiano, il paese in cui vive, e Perugia per prendere parte alla marcia della pace Perugia - Assisi del 12 ottobre. Un progetto di sensibilizzazione sul tema patrocinato dalla Fondazione Perugia-Assisi, che per questo motivo lo ha invitato domenica 17 maggio al Salone internazionale del libro di Torino tra coloro che porteranno la propria testimonianza, in occasione dell'incontro, in programma tra le 15 e le 16, organizzato per via del fatto che la Regione Umbria è ospite della kermesse.
Testimonial del seminario il giornalista Carlo Cefaloni (portavoce di Economia Disarmata), in collegamento da remoto dalla Sardegna, e Abderramane Amajou, residente a Bra, presidente nazionale di ActionAid e cooperatore per la pace e per i diritti umani. Un impegno che lo ha portato, come scelta di attivismo, a far parte della "Global Sumud Flotilla" a bordo della nave Paola 1, che batteva bandiera italiana. «Eravamo partiti per portare medicinali e cibo, oltre che per sfidare il blocco navale dello Stato d'Israele e aiutare la popolazione di Gaza, vittima di una carestia causata dall'uomo», ha ricordato ai cronisti. «Una missione in seguito alla quale sono anche stato in un carcere israeliano per sei giorni».
Diversi i temi e gli spunti di riflessione che ha proposto nel suo intervento. Dopo aver rimarcato il ruolo della pace e della giustizia «che devono essere unite», ha ricordato che anche un'Amministrazione comunale può avere un ruolo nel diffondere la pace - partendo dalla vita quotidiana e dall'atteggiamento che mostra nello svolgimento delle sue attività - e ribadito come è prezioso il ruolo dei cittadini, che «devono essere consci dell'importanza che possono avere nel cambiare il corso della storia».
Un riferimento è stato fatto anche alle manifestazioni a favore della pace: «Non possono comprendere violenze e danneggiamenti, perché già solo imbrattare un muro o spaccare la vetrina di un negozio sono atti di guerra».
A seguire è partita la Marcia della pace attraverso piazzale De André, corso Alfieri, piazza Roma, via Monsignor Rossi e piazza Catena, durante cui, grazie ad opportune tappe, alcuni volontari del Servizio civile universale sono intervenuti per ricordare le guerre di cui non si parla mai nel mondo, come i conflitti in Colombia e in Birmania.
Al termine, la consegna della lampada della Pace all’Amministrazione comunale.
Per l’occasione stasera, alle 18.30 in Cattedrale si terrà la Veglia di preghiera per la pace, opportunamente anticipata rispetto al tradizionale appuntamento dell'ultimo lunedì del mese per concludere la tappa con un momento spirituale.
Photogallery a cura di Mariagrazia Billi
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