«A gennaio l’Italia è il primo Paese nella lista dei desideri degli 800 milioni di giovani nel mondo nati dopo il Duemila. A consuntivo, a fine dicembre, è quinta. Da un lato una grande potenzialità, dall’altra la constatazione che c’è chi ha meno contenuti di noi ma è più bravo a vendere. E allora dobbiamo svegliarci».
Lo ha affermato il Ministro Massimo Garavaglia in occasione della visita ad Asti svoltasi ieri (martedì).
Prima tappa è stata il Palazzo del Michelerio, dove ha sede il Museo Paleontologico, che ha fatto da cornice al breve dibattito dal titolo “Identità, cultura e territorio: dai fossili all’oro del Monferrato”, alla presenza di numerose autorità e dei vertici del Parco Palentologico astigiano. Tra loro il presidente Livio Negro che ha sottolineato l'unicità, e quindi l'importanza, del patrimonio fossilifero astigiano, ricordando che nel corso del 2021 ha registrato 8mila presenze tra il Museo paleontologico e la mostra in corso "Balene preistoriche". Ha quindi chiesto al Ministro supporto al progetto di candidatura del Parco Paleontologico Territoriale Astigiano come Patrimonio Unesco per gli affioramenti fossiliferi di Valle Andona e Valle Botto.
A seguire l'incontro, moderato da Massimo Cotto, che ha visto intervenire, oltre al Ministro, anche Fabio Carosso, vice presidente della Regione Piemonte; Andrea Cerrato, presidente della Federazione dei Consorzi turistici “Piemonte Incoming”; Luigi Berzano, sacerdote e docente universitario; Luigi Coppo in rappresentanza delle cantine Coppo di Canelli.
Il cambiamento del settore
Su sollecitazione di Cotto, il Ministro ha sottolineato i cambiamenti recenti del settore turistico. «Con la fine della pandemia - ha affermato - si è scoperto che gli Italiani conoscono poco il loro Paese. Un dato che, seppur negativo, nasconde una grande potenzialità. Dal punto di vista del turismo straniero, poi, nulla sarà più come prima: i mercati e i flussi si modificheranno strutturalmente».
A sottolineare il cambiamento anche Andrea Cerrato. «In questi due anni - ha evidenziato - è cambiato il paradigma di scelta del turista. Mentre prima sceglieva la destinazione (il contenitore), ora sceglie l’esperienza (il contenuto). Quindi sul web i potenziali turisti non inseriscono come parole chiave “Asti” o “Monferrato”, ma “vendemmia” e “cerca del tartufo”. Per questo dobbiamo essere bravi a posizionarci sui motori di ricerca».
Della stessa opinione Luigi Coppo: «Se i contenuti saranno indicizzati correttamente, potremo fare un salto di qualità. Sempre che si sia preparati a cogliere questa opportunità, di essere capaci di accogliere i turisti nel modo corretto».
Il ruolo del digitale e il patrimonio fossilifero
Secondo il Ministro, poi, lo strumento su cui puntare sarà il digitale, «rendendo organico il prodotto dal punto di vista dei territori e dei temi. In tale ottica un sito fossilifero unico come quello di Asti, che peraltro io non conoscevo, è uno strumento in più nelle vostre mani che va comunicato, soprattutto agli 800 milioni di giovani nel mondo nati dopo il Duemila».
«Come Ministero - ha concluso Garavaglia - abbiamo messo a punto un nuovo portale, Italia.it, che mette a disposizione cornice e linguaggio comune, ma che dovrà essere alimentato da Istituzioni e operatori privati dei territori come enorme opera collettiva. Le potenzialità ci sono».
Al termine del dibattito il Ministro ha visitato il Museo Paleontologico e l’esposizione “Balene preistoriche”, per poi recarsi a Palazzo Mazzetti e successivamente incontrare i candidati della Lega alle prossime elezioni amministrative.
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