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Asti Musica
15 Luglio 2026 12:43:41
È stato un concerto ricco di poesia, di ricordi, di eleganza e di gentilezza, il tour estivo “Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime salve”, che Fiorella Mannoia sta portando in giro per l’Italia.
Un progetto speciale per celebrare i trent’anni dell’ultimo album inciso da Fabrizio De André e Ivano Fossati ma anche uno spettacolo durante il quale l’artista romana ha confermato le sue grandi doti interpretative e il suo impegno civile.
Puntuale alle 21.30, in un completo pantalone nero, è apparsa sul palco di AstiMusica ed ha subito iniziato a cantare coinvolgendo ed emozionando, attraversando brani che hanno fatto la storia della musica italiana, quasi in punta di piedi, reinterpretando, aggiungendo sensibilità e magia.
«Grazie di cuore per essere venuti ad assistere a questo concerto che per me – ha detto la cantante rivolta al numeroso pubblico – è un concerto speciale, è un viaggio dell’anima, un concerto che celebra due artisti, Fabrizio De André e Ivano Fossati, che sono stati fondamentali per la mia vita artistica e per quella personale».
Da “Dolcenera” a "Smisurata preghiera", rivolta al Signore perché protegga tutti i servi disobbedienti che scelgono di andare in direzione ostinata e contraria rispetto alla massa. Alcuni brani li ha commentati: «se si parla tanto di guerre è perché ce ne sono troppe – ha detto introducendo “La guerra di Piero” – ma se ne parla in maniera astratta mentre, per conoscerla, bisognerebbe scendere a terra, dove si consumano i delitti, dove c’è il sangue, dove c’è la morte».
Ha cantato la bellissima “Princesa”: «Si può stare a disagio in mille modi, - ha spiegato - dentro una casa, dentro una famiglia, dentro un paese oppure dentro a un corpo che non ti appartiene, come Fernando, che da crisalide si trasformò in farfalla».
Ha poi ballato, ha incantato, ha rapito tutti con “C’è tempo”, ha ricevuto applausi e a presentato il suo folto gruppo di musicisti tra cui alcuni giovani dell’Orchestra Saverio Mercadante di Altamura, ha scherzato e ancora ballato, con grazia e leggerezza, si è
commossa. Ha salutato Asti con “Mariposa” poi, dopo un lungo, lunghissimo applauso è tornata sul palco per regalare “Quello che le donne non dicono”.
Poi una piccola lezione: «Ho un messaggio che da tempo mando dai palchi d’Italia a tutti i papà, gli zii, i nonni: parlate con i vostri figli o nipoti maschi, dovete insegnare anche voi che se una donna dice no è no e questa non è una lotta delle donne contro gli uomini ma è una battaglia da condurre insieme; insegnate che il rifiuto di una donna non è un insulto e che un no vuole semplicemente dire no».
Poi le luci si sono spente ma non le sue parole.
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