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14 Luglio 2026 11:18:13
Applausi, ieri sera in piazza Alfieri, per il concerto dei Pooh. In piazza 2.500 spettatori, tra cui molti membri di fan club arrivati da altre città (tra cui Torino), hanno preso parte ad uno spettacolo dal ritmo serrato: due ore e mezza che hanno attraversato la storia del gruppo, che quest'anno festeggia i 60 anni di carriera. Un'occasione che ha visto i Pooh tornare ad Asti, nell'ambito del tour "Pooh 60 – La nostra storia – Estate", a 22 anni esatti dal concerto che era stato ospitato allo stadio Censin Bosia il 13 luglio 2004.
Su un palco caratterizzato da una scenografia e una grafica di altissimo livello, diversa per ogni canzone tra laser, video e fumogeni colorati, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli - accompagnati da Danilo Ballo alle tastiere e Phil Mer alla batteria - sono stati protagonisti di un viaggio musicale che ha ripercorso oltre mezzo secolo di canzoni e di amicizia. «Un sogno bellissimo - ha affermato Battaglia - caratterizzato da un po' di fortuna e da dedizione. Ma che, soprattutto, può essere definito un miracolo».
«Noi vi ringraziamo - ha poi detto rivolgendosi direttamente agli spettatori - di aver partecipato e aver decretato questo miracolo, perché senza il nostro pubblico non saremmo andati da nessuna parte».
Dopo il ricordo di Valerio Negrini e Stefano D'Orazio, definiti i «poeti» dei Pooh, Red Canzian ha confidato di avere numerosi ringraziamenti da proporre: «Dobbiamo dire tanti grazie: grazie alla vita che ci ha fatti incontrare, alla musica, alle persone che ci hanno ascoltato e a coloro che sono partiti con noi e che non ci sono più. Ma il grazie più grande lo dobbiamo dire a voi che in questi 60 anni avete sempre custodito, protetto e coccolato il nostro sogno».
A chiudere Riccardo Fogli: «Stare sul palco con i miei fratelli - ha confidato - è un'emozione grandissima. Posso dire di essere un uomo fortunato, e quindi, "Buona fortuna!"», cui sono seguite le note dell'omonimo brano.
Diverse le canzoni che si sono susseguite, incentrate soprattutto su amore e sentimenti, dopodiché ha preso nuovamente la parola Dodi Battaglia. «Alla base del nostro successo - ha dichiarato - c'è stato un grande amore nei confronti della musica, delle persone, un grande rispetto tra di noi e nei confronti del pubblico. Insomma, sono tanti i motivi alla base della nostra grande storia. Ma ce n'è uno che mi viene in mente ogni volta che presento questo brano: il fatto di pensare ogni giorno, anche davanti alle sfighe, che "Il cielo è blu sopra le nuvole"», lanciando così il brano omonimo.
È stato poi Red Canzian ad introdurre la seconda parte della serata. «Nella nostra storia - ha ricordato - non abbiamo proposto solo canzoni di sentimento e amore. Esiste un'altra anima dei Pooh appassionata della ricerca musicale, da cui sono nati momenti bellissimi, suite musicali che andavano dove i confini della canzone normale erano spariti. Queste canzoni sono per noi sono molto importanti: raccontano i Pooh curiosi, appassionati e un po' visionari».
Da qui una serie di brani, come "Aquila e il falco" e "Parsifal", per poi lasciare spazio all'ingresso di un pianoforte a coda bianco e avviare le note di "Santa Lucia", con cui hanno dato spazio ad alcuni brani proposti in versione acustica.
Il concerto è scivolato così lungo circa 45 brani, da "Uomini soli", che era loro valso il primo posto al festival di Sanremo 1990, a "50 primavere", da "La donna del mio amico" a "Ci penserò domani".
Poi il gran finale, introdotto dalla famosa "Piccola Katy", durante cui i Pooh hanno invitato il pubblico ad alzarsi in piedi, proponendodi cantare insieme grandi successi, come "Dammi solo un minuto" e "Chi fermerà la musica", mentre dal palco scorrevano le immagini del video ufficiale della canzone girato nel 1981.
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