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Costigliole

All'Icif studenti da mezzo mondo per imparare l'arte della cucina italiana

Nell'Orangerie davanti al Castello giovani allievi seguono corsi di formazione che uniscono teoria e pratica

C’è chi arriva dal Giappone e non aveva mai mangiato gli gnocchi, chi dal Benin e a Costigliole è tornata perché affascinata dalla cucina italiana e chi, pur lavorando già in Turchia nel settore finanziario, ha il sogno di aprire un ristorante tutto suo.
E’ un mondo di storie quello che si apre incontrando gli allievi che seguono i corsi all’Icif, l’Istituto di cucina italiana per stranieri. Giovani che arrivano in questo angolo suggestivo di Monferrato attraversando mezzo pianeta con in valigia la voglia di imparare.

«Chi arriva danoi è fortemente motivato - spiega Ilaria Scalet, direttrice dell’Icif - Qui promuoviamo attraverso corsi di formazione professionale la cucina, la cultura e l’enologia italiana nel mondo. Abbiamo una sede, nell’Orangerie davanti al Castello, che dispone di aule attrezzate con i più sofisticati impianti per una moderna attività didattica, un’enoteca e una sala dove i migliori produttori italiani espongono i propri prodotti. I ragazzi sono ospitati in una foresteria in paese».
Non solo: Icif ha anche due sedi in Brasile, a Flores da Cunha e a a San Paolo, e a Shanghai, al campus universitario Shanghai Lingang Science and Technology School e sedi di rappresentanza in 27 Paesi.

Nei giorni scorsi si è chiuso il Master in Cucina ed Enologia Italiana I e II livello: gli allievi si sono cimentati nella preparazione di un menù ispirato alla cucina italiana e in particolare a quella piemontese. Ognuno ha preparato un piatto (sorteggiato), spiegando le varie procedure seguite. La «brigata» era composta da: Woun Mi Chung e Kim Taeo (entrambi coreani) che hanno preparato il peperone rivisitato con panzanella liquida; Usui Toshiki e Runa Sechiguchi (giapponesi, gnocchi ripieni con ragù di cinghiale, crema di Pecorino e tartufo nero), Itzuki Maruyama (Giappone) e Diane Roselyne Akouavi (Benin, merluzzo in rosso); Zeliha Ceyda Erdem, (Turchia, Bavarese di yogurt magro alla vaniglia e frutti rossi).
Intanto sta per finire il Corso di gelateria con 7 studenti da Usa, Taiwan, Messico, Turchia, Brasile e Perù: poi frequenteranno uno stage in diversi laboratori di gelateria.

«A fine agosto attendiamo 25 studenti provenienti da diverse Università e College taiwanesi - annuncia Scalet - con i quali abbiamo negli anni stretto accordi di collaborazione sempre per il nostro Master di Cucina ed Enologia Italiana e altri 18 studenti filippini per il nostro ultimo Corso creato per servizio di sala, enologia e caffetteria skills. A metà settembre avremo poi altri 25 studenti filippini, e a seguire partiranno il Corso sulla pizza, quelli di cioccolateria, di panetteria, di cucina senza glutine e il corso di pasticceria italiana». Come dire: Costigliole capitale mondiale della cucina italiana.

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