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Vita e lotte del magistrato più scomodo
Giancarlo Caselli presenta la sua storia

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Articolo pubblicato il 07/03/2016 alle ore 07:00.
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Giancarlo Caselli
“Nient’altro che la verità”, giura con una formula da tribunale nel titolo della sua autobiografia. Scelta azzeccata, considerato che a raccontarsi è Giancarlo Caselli, ospite stasera al Castello di Cisterna d’Asti con il suo ultimo libro (ore 21, ingresso libero). Il volume, edito da Piemme, prende le mosse dagli anni Settanta, quando il magistrato iniziò la sua vita sotto scorta. Erano gli anni della lotta al terrorismo brigatista e per il suo ruolo scomodo si trovò sotto il peso di preoccupanti minacce.

Almeno quattro i tentativi di attentato subiti e sventati per un soffio, mentre al fianco di Caselli resistevano con coraggio la moglie e i due figli, costretti fin da piccoli a crescere in compagnia di uomini in armi. “Il magistrato più scomodo d’Italia”, così nelle note dell’autobiografia, rievoca le tappe fondamentali, i valori, gli amici e i nemici che hanno segnato la sua avventura umana e professionale. La storia vera di un uomo di legge che ha dedicato la propria vita alla giustizia, pur consapevole dei limiti delle norme. Tra le pagine non vengono tralasciati i dettagli più inquietanti: misteri, calunnie, colpi bassi, depistaggi.

Il viaggio nei ricordi diventa occasione per una riflessione sull’attualità del nostro Paese, sugli intrecci fra mafia, economia e politica, con particolari inediti sulle recenti scottanti inchieste svolte sulla ’ndrangheta nel Nord Italia. Un viaggio che non tralascia di indagare le radici familiari e culturali di Giancarlo Caselli, la fede religiosa e la laicità sempre coltivate, insieme a quella passione per una legge intesa come difesa del debole. Il libro è stato scritto con Mario Lancisi e sarà presentato dal cronista de La Stampa Marco Neirotti, organizzano l’evento il Polo Cittattiva per l’Astigiano e l’Albese, I.C. di San Damiano d’Asti, il Museo Arti e Mestieri di un tempo di Cisterna d’Asti e Fondazione CrAsti.

e.p.r.

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