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Villafranca, minoranza agguerrita
su Casa della salute e nuovi profughi

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Articolo pubblicato il 22/04/2015 alle ore 07:00.
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Le strutture della Casa della salute di Villafranca
“Villafranca domani”, il gruppo di minoranza in consiglio comunale a Villafranca guidato da Paolo Volpe chiede risposte per i cittadini su temi cruciali quali l’annuncio della riapertura del cantiere per il completamento della Casa della Salute dopo quasi sei anni di fermo e l’arrivo di nuovi profughi in paese. «Le domande dei cittadini devono avere risposte – afferma Paolo Volpe – Per questo abbiamo chiesto all’Asl, mediante una lettera indirizzata al direttore generale Valter Galante, di aprire un confronto sulla Casa della Salute con Comuni, Unioni, enti che si occupano di sociale e volontariato (con particolare riferimento, per quanto riguarda il territorio comunale, alla casa di riposo Santanera e all’Opera Pia Sant’Elena), affinché i cittadini possano avere risposte alle loro legittime domande su questa lunga e faticosa vicenda e con l’obiettivo di condividere con il territorio i servizi che sarebbero necessari all’interno della Casa della Salute».

«Siamo alla pazzia! Tre miliardi delle vecchie lire per due casette a un piano?!» questo più o meno il tono dei commenti dei villafranchesi che, venuti a conoscenza dei contenuti della conferenza stampa, si sono scatenati sui social network, increduli per la somma esorbitante di denaro pubblico speso per la realizzazione della struttura, 3 milioni e 400 mila euro, escluse le attrezzature mediche, e preoccupati dal silenzio dei vertici Asl su quanti e quali servizi faranno capo alla Casa della Salute oltre al distretto sanitario e al servizio 118 a oggi dislocati nel centro storico.

Altro tema “caldo”, l’arrivo di nuovi profughi in paese venerdì che porta a 30 il numero di persone ospitate in una cascina di Regione San Grato gestita dalla Cooperativa Sociale Leone Rosso. «Il posto scelto per l’accoglienza è sbagliato e la cooperativa che si occupa di queste persone è privata e visti gli scandali sul tema chiediamo chiarimenti sul suo operato affinché gli immigrati non siano abbandonati a loro stessi – scrive Volpe in un comunicato – Le Unioni di Comuni del territorio, “Valtriversa” e “Colli del Monferrato”, devono esercitare un costante verifica dell’impegno preso dalla cooperativa e denunciarne eventuali inadempienze alla Prefettura».

Prontamente è arrivata la risposta del sindaco Cavalla che, sottolineando come già il numero di 20 ospiti, provenienti da Mali, Gambia e Senegal, presenti al 21 marzo fosse eccessivo per la struttura di Regione San Grato, ha affermato che l’amministrazione: «Avrà cura di verificare che ai rifugiati venga garantita l’assistenza necessaria e vengano fornite le possibilità di integrazione e formazione previste, anche mediante la partecipazione agli specifici corsi di lingua italiana, e che saranno pianificati incontri periodici con i responsabili della struttura al fine di gestire al meglio la permanenza degli stessi rifugiati presso la nostra comunità».

Marzia Barosso

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