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Vigili del Fuoco in agitazione:
«Si faccia il distaccamento a Canelli»

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Articolo pubblicato il 14/09/2015 alle ore 07:00.
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I Vigili del fuoco durante un'esercitazione sul Belbo
E' stato proclamato lo stato di agitazione per i Vigili del Fuoco di Asti. Una decisione assunta dal sindacato di categoria Conapo e che deriva dalla mancata attuazione da parte del Comando provinciale del decreto ministeriale per l'attivazione di un distaccamento permanente di vigili a Canelli. L'esito dell'incontro, avvenuto martedì, tra il Comandante provinciale Calogero Turturici e le sigle sindacali non è infatti andato a buon fine e Conapo ha già avanzato in Prefettura una richiesta per avviare una procedura di raffreddamento. «Come sindacato non ci spieghiamo il motivo per il quale il Comando provinciale stia ritardando di adempiere ad un decreto che consentirebbe di disporre nel Sud della Provincia di 28 vigili professionisti, adatti a qualsiasi tipologia di soccorso, sgravando in questo modo i reparti di Asti» spiega Gianluca Manzi Responsabile provinciale Conapo.

Stando ai nuovi provvedimenti che recano la firma del Ministro dell'Interno Angelino Alfano, il distaccamento di Canelli, oggi costituito da un corpo di volontari, dovrebbe trasformarsi in un presidio permanente. «Gli uomini del Comando provinciale attualmente devono coprire l'intera provincia. Un distaccamento permanente in Valle Belbo consentire interventi maggiormente incisivi e tempestivi anche in questa parte di territorio, sempre coadiuvati dai volontari di Nizza Monferrato. Canelli poi sorge in un punto strategico, a cavallo tra Valle Bormida e Belbo ma anche vicina a Montegrosso o Castelnuovo Calcea. Ci è stato risposto che il presidio non è stato ancora attivato perché mancano le risorse. Come sindacato abbiamo presentato delle proposte ma ci sono state tutte rispedite al mittente» continua Manzi, che rivela come una delle proposte fatte, fosse quella di impegnare parte degli uomini stanziati su Asti nella caserma canellese. «Al momento non vediamo azioni concrete da parte del Comando provinciale e per questo abbiamo proclamato lo stato di agitazione» conclude Manzi.

Nel frattempo, il Comandante Calogero Turturici risponde: «Non sono contrario all'attivazione del distaccamento permanente. Semplicemente, sto cercando di valutare come aprirlo senza penalizzare il soccorso in altre aree del territorio come il Nord della Provincia considerando che per far fronte a questo decreto Asti non ha ottenuto risorse aggiuntive». Gli uomini a disposizione, dunque, sarebbero gli stessi che attualmente operano nel Comando provinciale. «Sto cercando di trovare una soluzione con il Ministero dell'Interno e le varie amministrazioni comunali – continua Turturici– Purtroppo non possiamo adempiere immediatamente al decreto come vorrebbe il sindacato». Restano i timori del sindacato: se il presidio canellese non sarà convertito da volontario a permanente il rischio, dicono, è di incorrere in un ripensamento da parte del Ministero.

Lucia Pignari

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