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Videosorveglianza record a Piovà Massaia

Sono dodici le telecamere dislocate in punti strategici del paese. Il Comune ha investito 15 mila euro

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Articolo pubblicato il 28/04/2016 alle ore 05:00.
Videosorveglianza record a Piovà Massaia 3
Videosorveglianza record a Piovà Massaia

Piovà Massaia è diventato un paese altamente videosorvegliato. Questo in seguito all’installazione di un sistema di videosorveglianza distribuito su tutto il territorio comunale formato da 12 telecamere sistemate in punti strategici del paese.

Un così alto numero di installazioni è stato reso possibile grazie alla disponibilità di alcuni privati che hanno accettato di “ospitare” un occhio elettronico a seguito di una convenzione stipulata tra l’amministrazione e i proprietari degli immobili. Non solo la disponibilità a consentire l’installazione della telecamera, ma i privati hanno anche messo a disposizione i loro impianti elettrici per il funzionamento del sistema di videosorveglianza, abbattendo così notevolmente i costi di installazione.

«La convenzione – spiegano dal Comune di Piovà – prevede una durata di 10 anni durante i quali i privati coinvolti hanno accettato di farsi totalmente carico delle spese di energia elettrica per poter permettere questo monitoraggio del paese».

Il Comune, che sta lavorando al sistema di videosorveglianza da febbraio, ha stanziato 15 mila euro per l’acquisto e la posa e sta pensando già di acquistare altre telecamere da sistemare nei punti ancora “scoperti” per dare maggiore copertura al paese e alzare così il livello di sicurezza e di prevenzione soprattutto dei furti in abitazione.

«Siamo molto soddisfatti di questo inizio – ha spiegato il sindaco Antonello Murgia – e ci auguriamo di poter proseguire con eventuali ampliamenti di rete a seconda delle esigenze che si verificheranno nel corso degli anni. Questo intervento vuole principalmente fungere da deterrente alle attività criminali per garantire una maggiore sicurezza pubblica ed uno sviluppo organico ed economico nel pieno rispetto della legalità nonché monitorare situazioni di criticità ambientale dal punto di vista della protezione civile, quali straripamenti di corsi d’acqua, frane, smottamenti, principi di incendio e così via».

Daniela Peira

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