Economia e lavoro

"Vendere ai cinesi", le attività chiudono
e gli annunci si fanno in due lingue

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Articolo pubblicato il 30/05/2013 alle ore 07:00.
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"Vendere ai cinesi", le attività chiudonoe gli annunci si fanno in due lingue
Unità commerciali o artigianali a Montegrosso, un agriturismo ad Asti, un bar a Nizza Monferrato. Tutti in vendita, strizzando l’occhio alla comunità cinese che vive in Italia. Si sta diffondendo anche nell’Astigiano il sito internet www.vendereaicinesi.it, portale di annunci di vario tipo - dagli immobili ai servizi, dai beni di lusso al lavoro - caratterizzato dalla particolarità di pubblicare i testi degli inserzionisti in italiano e in cinese. A spiegare la genesi del progetto l’imprenditore albese Alberto Toppino, che ha fondato il portale insieme al socio Alessandro Zhou. «L’idea - spiega - è partita dalla mia esperienza di imprenditore, in quanto spesso vengo a conoscenza di Italiani che vogliono cedere un’attività e di Cinesi che vogliono rilevare un negozio o un bar, ma che difficilmente riescono a mettersi in contatto. Questo perché i Cinesi che vivono in Italia - circa 200mila - se la cavano con l’italiano parlato, ma hanno grosse difficoltà a comprendere lo scritto».

Ecco, allora, il servizio offerto, che comprende la pubblicazione dell’annuncio sul sito (in italiano e cinese) in lingua cinese sul sito “gemello” intitolato “Maimaiouzhou.com” che, tradotto in italiano, significa “Compravendi Europa”; sempre in lingua cinese sui giornali cinesi cartacei (venduti in Italia tramite alcune edicole delle grandi città o per abbonamento) e on line. La pubblicazione va da un prezzo minimo di 37,50 euro (che comprende i servizi appena citati) a 89 euro se prevede opzioni aggiuntive, tra cui la pubblicazione su numerosi siti internet cinesi.  «L’idea ha avuto finora successo - continua Toppino - in quanto un terzo dei Cinesi residenti in Italia possiede la partita Iva, e quindi è sempre alla ricerca di nuove opportunità di business. Ed è molto ricercata dagli Italiani che vogliono cedere un’attività, in quanto ha subito a disposizione il capitale».

Al contempo, Toppino pensa di potenziare la sezione “lavoro” del sito proponendo sconti elevati per gli Italiani che cercano un impiego. «Sono molti gli imprenditori cinesi, soprattutto nelle grandi città, che rilevano un’attività commerciale e poi assumono dipendenti italiani, sia per evitare una netta discontinuità con la gestione precedente, sia perché trovare ragazzi cinesi che vanno a lavorare come dipendenti diventa sempre più difficile. La maggioranza, infatti, studia o lavora nell’attività di famiglia». Da quando è on line il portale ha pubblicato 3mila annunci, e registra dai 3 ai 4mila accessi giornalieri unici. Ieri, giovedì, è stato avviato il corrispettivo portale spagnolo, ma l’obiettivo è estendere il format anche in Francia, Germania, Polonia, Inghilterra.

Elisa Ferrando

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