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Vendemmia: mancano i braccianti
I macedoni preferiscono il Trentino

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Articolo pubblicato il 06/09/2015 alle ore 07:00.
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Vendemmia: mancano i bracciantiI macedoni preferiscono il Trentino
Una vendemmia senza braccianti. Così alcune aziende vitivinicole della zona si sono ritrovate a fine agosto sulle colline di Moscato e Barbera. Nei filari c'era l'uva da staccare ma nessun vendemmiatore a farlo. Colpa, sembra, di alcune cooperative "fantasma" che dopo essersi aggiudicate il lavoro sono sparite letteralmente nel nulla lasciando questi produttori quantomeno "sbigottiti". Per fortuna loro, la manovalanza a Canelli non manca anche se non si registrano più i flussi di lavoratori provenienti dalla Macedonia come gli anni scorsi.

A confermare tutto ciò Gustavo Barbero, presidente della cooperativa "Pusabren" di Canelli, il quale racconta: «In effetti abbiamo saputo che a inizio vendemmia qualche produttore è rimasto scoperto. All'ultimo momento le cooperative che erano state assoldate non si sono presentate». Il perché è facile da immaginare: i ferrei controlli della Guardia di Finanza attuati nelle ultime settimane possono aver spaventato più di una cooperativa non proprio in regola, che ha così preferito darsi alla macchia. In alternativa, sono stati ingaggiati bulgari e africani. I macedoni, invece, sembrano mancare all'appello. «Rispetto agli anni precedenti si registra un minor flusso -– continua Barbero –- la nostra cooperativa non ne ha risentito perché per la vendemmia ricorriamo al personale che lavora con noi già dalla primavera, italiani e stranieri, e al massimo ne assumiamo una ventina in più. Chi invece pare subire il contraccolpo sono proprio le cooperative straniere». Dato confermato anche da Ilona Zaharieva Presidente del Ponte di Pietra: «è vero, quest'anno le cooperative macedoni hanno fatto fatica a trovare braccianti. Molti di quelli che venivano in Italia negli anni scorsi, non si sono presentati».

Il motivo è da ricercare nelle mutate condizioni politico-economiche del Paese balcanico. Le riforme attuate dal Governo stanno smuovendo l'economia e incoraggiando nuove assunzioni. Di conseguenza molti di quelli che un tempo venivano a Canelli in cerca di lavoro, oggi restano a casa perché hanno trovato un impiego. Gli altri, scelgono mete più allettanti o vicine come il Trentino o l'Austria per la raccolta della frutta. «Il problema è che le aziende vogliono concludere la vendemmia in fretta, in media entro 12/15 giorni. Troppo pochi perché il viaggio dalla Macedonia ne valga la pena. Qui poi la vita è più cara e buona parte del guadagno se ne va nelle spese di vitto e alloggio».

Mancheranno i macedoni, eppure bulgari ed africani sono da tempo arrivati in città, in cerca di lavoro stagionale. Sembra quindi incredibile che scarseggi la manodopera. Spiega però la Zaharieva: «di solito preferiamo lavorare con chi conosciamo, con coloro che sappiamo che lavorano e sono affidabili. Ci affidiamo al passaparola di amici e parenti. Quest'anno però è stato davvero difficile e in alcuni casi ci siamo rivolti altrove ma sempre verificando che i documenti e il permesso di soggiorno fossero in regola».

Lucia Pignari

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