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Valle Belbo, un hospice
al posto del nuovo ospedale

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Articolo pubblicato il 27/02/2015 alle ore 07:00.
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Il cantiere dei Boidi
La proposta del direttore generale ASL Asti Valter Galante, per il costruendo presidio della Valle Belbo, è di destinarlo a hospice. Se non sarà infatti, come ormai la Regione ha chiarito, un “ospedale in senso proprio” (per definizione molto specializzato, mirato a curare problemi di tipo acuto, e per il quale in base ai parametri serve un bacino di utenza di gran lunga più ampio), l’alternativa è quella di renderlo una struttura in grado di rispondere ai bisogni specifici di una popolazione sempre più anziana. L’hospice manca, al momento, nella provincia di Asti; come tipologia, si rivolge in particolare ai malati terminali e alle loro famiglie. Ma nulla vieta, secondo Galante, di sperimentare altre forme di medicina territoriale avanzata, come posti letto specifici che abbiano come riferimento i medici di famiglia.

«Penso sia una scommessa importante da fare su Nizza» ha detto il Direttore, martedì sera intervenuto al ristorante “Il Grappolo d’Oro” per la cena del Lions Club Nizza-Canelli. Il proposito, come spiegato dall’ex sindaco di Canelli Oscar Bielli in apertura, quello di parlare di Sanità e aiutare a comprendere cambi di rotta, tagli e ridefinizioni ormai all’ordine del giorno negli ultimi anni. «C’è stata una parabola che ha visto crescere fino al 2010 i finanziamenti al settore sanitario, per poi vederli calare repentinamente – ha chiarito Galante, mostrando anche i dati in forma di grafico. – La sfida è stata, in questo crollo di risorse, mantenere i servizi. Ci siamo riusciti grazie all’impegno e all’abnegazione delle persone impiegate nel settore. Per il futuro ci sono ancora sacche di spreco di aggredire, ma i fondi per la Sanità possono tornare a crescere solo se riparte l’economia».

La serata è stata un lungo dibattito a cui hanno partecipato soci Lions e sindaci del territorio, tra cui Flavio Pesce di Nizza e Marco Gabusi di Canelli. Da quest’ultimo, la richiesta se sia possibile ripensare l’attuale direzione che vede l’ospedale di Alessandria come punto di riferimento: «Si tratta di una struttura che non ha possibilità di espansione, laddove il Cardinal Massaia è un edificio recente». Secondo Valter Galante sarebbe però troppo tardi, per Asti, per candidarsi a capofila sanitario del territorio: «Questa inversione di direzione sarebbe stata possibile al momento della costruzione dell’ospedale astigiano, ma è impensabile oggi, quando tutto tende ad essere ridimensionato. Per il Cardinal Massaia conservare le attività, anche senza i primariati, alla fine è un compromesso dignitoso».

La serata del Lions Club Nizza-Canelli aveva anche un proposito solidale, la raccolta fondi per il progetto “One Shot, One Life”, che permette la vaccinazione dal morbillo in Africa; le donazioni raccolte nel corso della cena, già da sole, permetteranno di vaccinare 350 bambini.

Fulvio Gatti

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